Roberto Rizzuto

“Rivolgo un appello a tutti i parlamentari italiani affinché devolvano la propria pensione, che prendono dopo 31 mesi e non dopo 35 anni, in favore della costituzione di un comitato per le vittime dello Stato. Mi riferisco a quelle persone che muoiono in carcere o che vengono massacrate dalle forze di polizia”. È il nuovo, provocatorio, appello lanciato da Beppe Grillo attraverso le pagine del suo blog. “Ho appena preso la pensione – scrive – per un totale di 933 euro. Ecco, ho avuto un po’ di vergogna. Vorrei fare un gesto simbolico. Destinare questi soldi alla creazione di tale fondo”. Riguardo ai decessi in carcere e a quelli riconducibili agli abusi delle forze di polizia, spiega Grillo, “c’è una casistica impressionante. Parlo di Aldrovandi – dice – di Ferrara, ucciso da quattro poliziotti in mezzo alla strada, parlo di Rasman a Trieste, parlo di Bianzino. Abbiamo Niki Gatti che ancora oggi non si sa come sia morto: l’hanno trovato strangolato in prigione”.

 

“Creiamo un fondo – è la proposta dell’attivista genovese – per gestire un comitato che possa dare una mano a queste persone quando vengono arrestate – persone che non se lo aspettano – offrendo il sostegno di un avvocato. Oppure dopo, per fare informazione e aiutare le famiglie a districarsi in queste situazioni. E soprattutto dare una responsabilità alle nostre forze dell’ordine. Basta, finiamola di manganellare operai, studenti, famiglie. Abbiamo dei filmati che sono impressionanti. Se c’è qualche mela marcia nella polizia, che manganella, la si identifica con un numero sul casco. Se manganella una volta, poi non manganella più. Bisogna cominciare a far così”.

 

“In Italia – continua Grillo – muoiono in carcere 180 persone ogni anno. Un terzo, circa 60-70, sono suicidi. Le carceri sono l’emblema della democrazia di un paese. Sono aumentati di 10 unità, i suicidi. Erano 60 l’anno scorso e 70 quest’anno: 21 volte la media del suicidio fuori dalle carceri. Sta succedendo qualcosa nel nostro sistema repressivo. Di fatto noi, con questi 180 morti l’anno nelle carceri, abbiamo ripristinato la pena di morte senza dire niente a nessuno”.

 

“Non può essere così lo Stato – conclude Grillo – Se una persona viene affidata al carcere, ci deve essere qualcuno che garantisca per lui. Se lo prende, mette la firma e ne diviene responsabile. Sentiamo registrazioni tipo: “Lo massacriamo su o lo hai massacrato giù?”. Ma stiamo scherzando? Qui perdiamo il senso di quello che siamo diventati. Questo mio gesto vorrebbe anche incitare tutti i parlamentari a dare la loro pensione, appunto, per la costituzione di questo comitato. Io metto a disposizione i soldi che ho appena ritirato…”.