"La testimonianza non e’ di un Pinco Pallino qualunque ma dell’ingegner Giorgio Mereto, residente a Montecarlo da 25 anni e titolare della Mgm Marine Gasoil, societa’ di trading petrolifero. Non c’e’ motivo di sospettare che l’ingegnere non abbia detto la verita’, visto che si e’ esposto con tanto di nome e cognome. Quanto alle scorte (con le quali abbiamo una certa dimestichezza), tutti sanno che non e’ obbligatorio per nessuno usarle. Quindi le accuse di Fini al ‘Giornale’ di non aver controllato sono totalmente infondate". E’ la replica del direttore de ‘Il Giornale’ Vittorio Feltri alla dichiarazione di Fabrizio Alfano, portavoce del presidente della Camera Gianfranco Fini.
"La violenta campagna diffamatoria lanciata da ‘Il Giornale’ contro il presidente della Camera Gianfranco Fini si arricchisce oggi di nuove, presunte rivelazioni da parte di un ennesimo testimone chiave: il signor Giorgio Mereto dichiara infatti di ricordare nitidamente la presenza del presidente Fini nel noto appartamento di Montecarlo perche’ il presidente sarebbe arrivato scatenando ‘una gran confusione fuori dal palazzo, in strada e subito dopo fin dentro, nell’androne e sulle scale, con un notevole spiegamento della polizia monegasca a sirene accese’. L’episodio sarebbe rimasto ben impresso nella memoria del signor Mereto proprio per l’imponente schieramento della polizia locale". E’ quanto dichiara Fabrizio Alfano, portavoce del presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini, che annuncia che il direttore Vittorio Feltri rispondere presso il cosiglio dell’Ordine dei giornalisti e nei tribunali di quanto pubblicato.
”Ebbene -prosegue Alfano- un semplice accertamento presso le autorita’ monegasche e italiane che registrano i movimenti delle scorte -prosegue Alfano- sarebbe sufficiente a dimostrare che la trasferta a Montecarlo del presidente Fini e’ frutto unicamente della fervida fantasia del signor Mereto".
"Dal momento -continua- che verificare la falsita’ di certe dichiarazioni e’ cosi’ facile anche per chi non e’ un giornalista, c’e’ da chiedersi per quale ragione chi ha il dovere di riscontrare la veridicita’ di una notizia prima di pubblicarla trascuri sistematicamente di farlo. Viene quasi il dubbio -aggiunge- che vi sia, a monte, la volonta’ di immettere nel circuito mediatico illazioni, sospetti e accuse anche quando si ha la consapevolezza che basterebbe un controllo di routine a dimostrarne l’infondatezza". "In simili circostanze -sostiene il portavoce del presidente Fini- quando cioe’ l’informazione viene degradata a licenza di diffondere plateali falsita’ e pettegolezzi per offendere un avversario politico anche sul piano personale e familiare, significa che l’inchiesta giornalistica ha smesso da tempo di essere tale ed e’ degenerata in volgare telenovela".
"In questo contesto -conclude Alfano- il presidente Fini non intende contribuire a scriverne le nuove puntate offrendo quotidiane smentite. Una puntuale e dettagliata ricostruzione dei fatti sara’ invece offerta nelle sedi competenti (consiglio dell’Ordine e tribunali), dove sara’ il dottor Vittorio Feltri, direttore de ‘Il Giornale’, a dover fornire tutte le spiegazioni del caso".
