Enzo Bonsangue

Le due piu’ alte cariche dello Stato su posizioni diverse e antitetiche sulla soluzione da dare alla situazione di crisi politica: elezioni anticipate o governo tecnico.

 

Da una parte Napolitano, che dice basta alla delegittimazione del presidente della Camera (incassando il plauso dei finiani) e chiede di fermare la corsa al voto in un’intervista all’Unita’, che ha suscitato la reazione del centrodestra per la scelta di un quotidiano di partito. Dall’altra, il presidente del Senato Schifani, che dalle colonne del Corriere della Sera dice di no a ipotesi di governi tecnici o di transizione. E mentre Fabrizio Cicchitto agita l’ipotesi di manifestazioni di piazza, il segretario Pd, Pierluigi Bersani risponde: Berlusconi dovra’ rispettare la Costituzione. Sullo sfondo il mondo dell’imprenditoria, che ieri con la Fondazione di Montezemolo Italia Futura e oggi con un intervento del presidente di Confindustria Emma Marcegaglia chiede di fermare veleni e dossier e di procedere con le riforme per rilanciare il Paese: "questo centrodestra -dice- e’ senza progetto e senza strategia".

 

Il presidente della Repubblica "conosce ed esercita benissimo le sue prerogative e le sue funzioni. Ed e’ una garanzia per tutti, anche per chi adesso si agita", afferma il presidente dei deputati del Pd Dario Franceschini, rispondendo alle reazioni del centrodestra, come quella del presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri, che dice di no a "giochi di palazzo" e che apprezza i "toni misurati" del capo dello Stato sul duro confronto tra Fini e Berlusconi, contestando pero’ la scelta del quotidiano: "un giornale di partito, noto per le sue campagne di odio contro Berlusconi che non corrispondono alle critiche di Napolitano alle campagne di delegittimazione delle istituzioni". Dura la reazione del capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, che dice di no a governi tecnici contro i quali il Pdl "e’ pronto a sviluppare manifestazioni incisive in Parlamento e nel Paese". ”Le parole di Napolitano sono un richiamo forte e chiaro alla responsabilita’ politica e ai principi costituzionali. E’ inutile negare che la discussione che si e’ aperta tocca ormai un punto di fondo. Si vuole interpretare la Costituzione come un involucro formale cui dare sostanza con un consenso interpretato come un plebiscito e, se occorre, come ha detto Cicchitto, anche con la piazza. Se la destra pensa con idee del genere di camminare sul velluto, si sbaglia di grosso. Certe minacce esplicite o velate non impressionano nessuno", dice il segretario del Pd Pierluigi Bersani, che sottolinea come il premier "dovra’ rispettare la Costituzione". Per Antonio Di Pietro l’intervento del Quirinale e’ giusto nel merito ma forse intempestivo: "il presidente della Repubblica dice allo stesso tempo una cosa ovvia e giusta, ma anche intempestiva e al di fuori delle sue prerogative".

 

Insomma, per il leader Idv quella di Napolitano appare come "un’entrata a gamba tesa se chi e’ chiamato a fare l’arbitro si sbilancia gia’ su cosa fare ancor prima di entrare in campo". L’Udc, invece, condivide "in pieno il prezioso invito di Napolitano alla moderazione dei toni e alla sobrieta’. Nel caso in cui questa maggioranza venisse meno -afferma il segretario Lorenzo Cesa- c’e’ la Costituzione a fare la massima chiarezza sui percorsi e sui soggetti cui compete esprimersi". Il ministro per l’attuazione del Programma Gianfranco Rotondi, invece, concorda con Schifani: "una posizione saggia e corretta istituzionalmente. L’ipotesi di un governo tecnico che faccia la riforma elettorale o che sia un pastrocchio per mettere fuori gioco questa maggioranza non sta in piedi". I finiani sollecitano il Pdl a prestare ascolto alle parole di Napolitano per far cessare gli attacchi a Fini: "Tutti dovrebbero riflettere sulle parole di Napolitano secondo cui ‘e’ ora che cessi la campagna gravemente destabilizzante sul piano istituzionale qual e’ quella volta a delegittimare il presidente di un ramo del Parlamento”, dicono in nota congiunta Silvano Moffa, Pasquale Viespoli e Italo Bocchino. Ma la maggioranza del Pdl si schiera con il presidente del Senato: "Schifani ha ragione, o chiarimento o voto", dice il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, e per il portavoce del Pdl Daniele Capezzone il richiamo di Schifani agli elettori "e’ fondamentale".

 

Il vice presidente della Camera Maurizio Lupi invita i finiani ad ascoltare le parole del presidente del Senato: "la strada indicata da Schifani e’ l’unica che i cittadini si aspettano da noi, continuare a governare per fare quello che serve al cambiamento dell’Italia". ”Chiare ed equilibrate le parole del presidente Schifani. Da sinistra, invece, il solito esercizio di intolleranza e di aggressione, a chi la pensa diversamente muovendosi dentro il solco della Costituzione e del rispetto della sovranita’ popolare", commenta il ministro Guardasigilli Angelino Alfano, mentre per il vice presidente dei senatori del Pdl Gaetano Quagliariello "se si vuole evitare che si crei un conflitto tra la prassi della democrazia degli elettori e spericolate operazioni che trovano nella formalita’ alibi e presunte giustificazioni, c’e’ solo la strada della responsabilita’ indicata dal presidente Schifani".

 

"L’appello della seconda carica dello Stato alla continuita’ della legislatura attraverso la continuita’ del governo voluto dagli italiani corrisponde alle esigenze dell’economia e della societa’ da un lato e al consolidamento delle nostre istituzioni dall’altro", dice il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, e il responsabile della Farnesina Franco Frattini plaude alle parole "sagge ed apprezzabili" di Schifani, auspicando che il suo appello "possa essere accolto da tutti coloro che hanno a cuore l’interesse del Paese”. Durissimo l’intervento del finiano Carmelo Briguglio sulle affermazioni del presidente del Senato: "Schifani e’ politicamente schierato, e’ leader attivissimo di una corrente interna al Pdl insieme ad Angelino Alfano, partecipa a vertici di partito a supporto del presidente del Consiglio, si occupa anche delle minuzie compreso arruolamento e collocazione di parlamentari, amministratori locali, manager di aziende sanitarie, uomini del sottogoverno, con un dinamismo da fare invidia a qualunque esponente politico nel Pdl e fuori. Schifani, quindi, e’ un politico schierato che non ha i titoli per obiettare alcunche’ al ruolo politico di Gianfranco Fini. Non per questo -conclude Briguglio- ci sogniamo di chiederne le dimissioni”.

 

Nel dibattito interviene anche Farefuturo, con il suo periodico online Ffwebmagazine: "spiace demolire una delle illusioni piu’ piacevoli fra le tante su cui molti esponenti (e simpatizzanti) del Popolo della liberta’ si cullano sereni da anni. Ma la Costituzione viene prima di tutto e di tutti. E viene anche prima di Silvio Berlusconi”. Anche Arturo Parisi concorda con il Quirinale: "come sempre le parole di Napolitano hanno tracciato il cammino per incanalare la crisi in corso per sottrarla alla tempesta che sta avvelenando il Paese e sconcerta ogni giorno di piu’ i cittadini che ci guardano impotenti". Napolitano, ricorda Parisi, dice che le sue responsabilita’ "entreranno in giuoco solo quando risultasse in Parlamento che la maggioranza si e’ dissolta e quindi si aprisse una crisi di governo. ‘Visto che finora Berlusconi preferisce all’interno della sua maggioranza moltiplicare le minacce e alimentare un clima di ricatti, siano le opposizioni ad aprire il percorso diretto a certificare la crisi del governo".