Salvatore Parlagreco

Il verdetto è firmato da Michele Santoro. Lo si può non condividere, magari ritenendolo nichilista, esagerato, ma le motivazioni che lo consigliano sono da prendere in considerazione.
 
Il conduttore di Anno Zero ha ascoltato, con aria sorpresa e preoccupata, gli interventi dei suoi due ospiti, Maurizio Belpietro e Fabrizio Cicchitto. Il primo è il direttore di Libero che insieme al Giornale di Sallusti e al Foglio di Giuliano Ferrara, rappresentano ogni giorno le ragioni del centrodestra con grande “passione”. Belpietro ha elencato tutti i motivi che obbligano la maggioranza di centrodestra a contrastare in Parlamento le iniziative giudiziarie della magistratura italiana. Si è soffermato sul caso Mills, in particolare, riferendo circostanze che farebbero ritenere Silvio Berlusconi non colpevole del reato ascrittogli, corruzione. Marco Travaglio, ospite fisso di Anno Zero, spiega che non è vero e porta le prove per sostenere la sua verità. Ma Belpietro, a un certo punto, va al nodo della questione e afferma che, al di là del merito, ci troviamo in una situazione anomala. C’è una guerra fra Berlusconi e la magistratura. Una guerra che dura da anni. I magistrati usano la legge, Berlusconi il Parlamento.
 
Santoro ascolta perplesso, poi concede la parola a Fabrizio Cicchitto, che non usa le stesse parole di Belpietro, ma arriva alle medesime conclusioni. Quali? L’aggressione dei Pm al Premier è politica, la risposta non può che essere politica. Non regaleremo la testa di Berlusconi ai magistrati, osserva il capogruppo Pdl alla Camera. Il centrodestra in Parlamento difende Berlusconi, che si difende dai magistrati. Punto e basta, bando alle ipocrisie, le cose stanno proprio così: ognuna delle parti porta acqua al suo mulino, Berlusconi usa i parlamentari, come le toghe usano il codice.
 
L’equazione non piace a Michele Santoro. Se è così, se la diagnosi è corretta, conclude, le istituzioni sono finite. Sembra il punto di partenza di un’altra puntata di Anno Zero, ma è molto di più.
 
Si tratta di stabilire se le istituzioni sono in coma irreversibile o meno.
 
Non resta altro.