Alessio Ferlazzo

Sulle vicende che riguardano il Comune di Palermo “finora ho cercato di evitare le polemiche e restare quanto più zitto possibile, proprio per non esasperare lo scontro con il Pdl. Ma il ridicolo giochino degli attacchi, se a me continua a suscitare indifferente ilarità, alla gente rischia di provocare un certo stomachevole rigetto verso la politica”. Così il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianfranco Miccichè risponde dal suo blog ‘Sud’ alle critiche che gli sono piovute addosso dopo la decisione del Pdl-Sicilia di votare la mozione di sfiducia al sindaco di Palermo, sottolineando che quest’ultimo “anziché arrampicarsi sugli specchi e cercare di prendersela con tutti fuorché con se stesso, prenda atto di non avere più maggioranza in aula, ma soprattutto – aggiunge – abbia coscienza che è la stragrande maggioranza dei cittadini a non volerlo più”.

 

“Cammarata – insiste Miccichè – ci regali quest’ultimo slancio di umiltà, prenda atto del suo fallimento e comprenda che è inutile cercare di spostare il tema del dibattito, non è gridando ai quattro venti che io sono alleato del centrosinistra che – continua – può riuscire a distrarre l’attenzione pubblica dai fin troppo evidenti disastri della sua amministrazione”. E comunque, “a scanso di equivoci – ribadisce Miccichè – noi dal centrosinistra siamo lontani anni luce, ma siamo certamente opposizione, da oggi durissima, nei confronti di questo Sindaco, che peraltro inviterei, quando ha bisogno di qualcosa, a chiamarmi personalmente, anziché – continua – ricercare intermediazioni in Silvio Berlusconi: è il Sindaco della quinta città d’Italia e non dovrebbe avvertire il bisogno d’intermediari, ma sentirsi in grado di confrontarsi con autorità ed autorevolezza con tutti in partiti e i rispettivi interlocutori”.

 

Poi rivolgendosi ai co-coordinatori del Pdl in Sicilia, Miccichè li invita a non “fantasticare di miei legami col centrosistra”, anche perché “alla Regione noi siamo distanti anni luce dal centrosinistra! Ma siamo ancor più distanti da un gruppo di irresponsabili, che dopo aver voluto fortissimametente un Governatore, ne hanno preso, per squallidi motivi di potere, le distanze pochi mesi dopo; mentre io – aggiunge – pur avendo teoricamente tutto l’interesse personale a far cadere Lombardo, dal momento che intendo la politica come servizio alla comunità, ho dichiarato, e continuo a farlo, la mia disponibilità a garantire la volontà del popolo siciliano, che due anni fa lo ha votato col 74% dei voti, a condizione, però, che mai il Pd sia essere rappresentato in Giunta”. “Del resto – chiosa Miccichè – di ribaltoni nella mia carriera politica non ne ho mai fatti e non prendo certo lezioni di ribaltone da Castiglione, anche se, a pensarci bene, sarebbe il più adatto a darne, visto che è stato l’artefice nel ’99 di un ribaltone ai danni di Forza Italia, che comunque noi riuscimmo a controribaltare. Ma forse, – continua – allora non si rendeva conto di quello che faceva. E forse non se n’è reso conto nemmeno qualche tempo fa, quando il Pdl cosiddetto ortodosso votò la sfiduicia a Lomabardo assieme alla sinistra: se oggi noi, votando la sfiducia a Cammarata, secondo lui ci siamo mostrati allealti con la sinistra, lo stesso può dirsi dei suoi, o no? … Boh! Non ci sto capendo niente neanche io, la loro confusione – ironizza Miccichè – è proprio contagiosa”.

 

“Cammarata, Castiglione e tutti gli altri – sottolinea ancora Miccichè – lavorino, se lo sanno fare, per il bene di questa terra, dimostrino di saper fare qualcosa per la Sicilia. Io continuerò a lavorare, se è possibile ancor più alacremente, perché la Sicilia possa essere rappresentata da politici diversi da questi, che amano la propria terra e antepongono l’interesse del popolo siciliano a quello personale. E per farlo – conclude – non posso che rimarcare la mia presa di distanze da uomini, che sono stati capaci in pochissimo tempo di combinarne di tutti i colori”.