Dario La Rosa

“Venerdì scorso ho avuto un incontro con il presidente del Consiglio che mi ha chiesto di avvertirlo se all’orizzonte si dovessero profilare problemi per la tenuta del governo regionale”. E’ quello che ha detto Gianfranco Miccichè in un’intervista rilasciata all’agenzia di stampa Italpress. L’intervista è stata pubblicata anche sul blog di Miccichè Sud.

 

All’indomani del forum dell’ala “lealista” del Pdl, tenutosi a Letojanni, in una lunga intervista all’agenzia Italpress, il sottosegretario Gianfranco Miccichè torna a parlare dei rapporti tesi nella maggioranza siciliana, e del futuro del suo Pdl Sicilia, per il quale non esclude la possibilità di “maggioranze d’aula”, come le ha definite nei giorni scorsi l’ex An Fabio Granata, e l’ipotesi di “esportare” l’esperienza siciliana oltre i confini dell’Isola.

 

“L’esecutivo regionale – dice Miccichè – è nato dopo una travagliata trattativa portata aventi dal presidente Berlusconi. Operare più o meno nell’ombra per far cadere la giunta Lombardo significherebbe disattendere il volere del premier“. E spiega che “ogni ipotesi di sabotaggio del bilancio regionale e il tentativo di delegittimare il governo Lombardo sarebbe l’ennesimo esempio di schizofrenia dei vertici di quel che rimane dell’originario Pdl siciliano”.

 

“Mi sembra di capire – rincara Miccichè – che da quelle parti non ci sia una linea comune praticamente su nulla. Comunque, per cose così importanti la linea politica da seguire senza deroghe la dettano Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini”. E in proposito “i leader nazionali si sono espressi in maniera per nulla equivoca”.

 

Ai coordinatori regionali del partito che sono tornati a chiedere maggiore confronto sulle scelte del Governo Lombardo, Miccichè replica: “Se decidessero, senza tentennamenti, di appoggiare la Giunta allora si potrebbero discutere programmi e proposte, ma di fronte alle quotidiane dichiarazioni di guerra non si capisce lo stupore per il mancato coinvolgimento della loro componente”. E torna a parlare di “schizofrenia”, “quella che lamento da tempo”, perché “non è possibile continuare a dire di appartenere alla maggioranza che all’Ars sostiene il governo Lombardo, avere assessori in giunta, e con i fatti dimostrare di stare all’opposizione”. Poi Miccichè riprende il pensiero di Granata, che nei giorni scorsi non ha escluso la possibilità all’Ars di “maggioranze d’aula” su singoli provvedimenti: “E’ giunto il momento di conoscere in maniera formale qual è la maggioranza che sostiene Lombardo che peraltro, in un momento di confusione politica come quella attuale, potrebbe anche non essere rappresentata dai partiti ufficiali, ma da parlamentari che avendo rispetto per la Sicilia volessero con intelligenza e coraggio aderire a un diverso progetto di governo”.

 

E chiarisce il significato delle sue parole: “non c’è dubbio che prima del voto di bilancio questa ipotesi andrà verificata. Fosse per me lo farei addirittura prima del voto di fiducia all’assessore Armao”. E proprio sulla vicenda Armao, il sottosegretario è esplicito: “ricordo un solo precedente in cui un partito ha sfiduciato un proprio rappresentante nell’Esecutivo (nel 1995, con il voto di sfiducia all’allora ministro della Giustizia Filippo Mancuso, ndr) e dopo poco tempo andarono tutti a casa”. “Anche perchè – continua – le motivazioni che oggi inducono alla sfiducia all’assessore Armao sono altrettanto folli di quelle che portarono alla sfiducia dell’allora ministro Mancuso”. “Continuando con questi atteggiamenti – avverte Gianfranco Miccichè – gli elettori che già oggi sono molto disorientati dalle loro scelte finiranno con abbandonarli completamente. Se non ci fosse Berlusconi i nostri elettori in Sicilia non voterebbero più Popolo della Libertà”, per questo “sono ogni giorno più convinto della bontà della scelta fatta dai quindici parlamentari regionali del Pdl Sicilia”. E a proposito di Pdl Sicilia, Miccichè parla dei prossimi passi all’Ars, e non solo: “nelle prossime ore il gruppo si riunirà per darsi un assetto. La mia proposta è quella di nominare Giulia Adamo, donna forte e determinata, a capogruppo”. In ogni caso, spiega il sottosegretario, “è una scelta che dovrà fare il gruppo”. Comunque, “riceviamo continuamente da tutti i comuni della Sicilia richieste per la fondazione di gruppi del Pdl Sicilia. Sarebbe difficile e controproducente non soddisfare questa esigenza”. E non esclude, come aveva anche auspicato Granata, di “esportare” l’esperienza oltre i confini regionali: “Fabio ha ragione. Non vedo perchè non si debba imitare l’iniziativa anche in altre regioni italiane dove c’è una gestione del partito simile a quella siciliana”.

 

Altro punto, la nomina, alle porte, dei vertici locali del Pdl: “Sono certo che il coordinamento nazionale del partito non avallerà le scelte di Castiglione e Nania, non credo che verrà premiata la loro l’arroganza”. L’esclusione della componente che fa capo al sottosegretario “non e’ un problema”, “Roma – ribadisce – non avallerà queste scelte. La cosa non mi preoccupa. Tra la gente la parte più consistente del partito è con noi. E tra poco, saremo anche maggioranza all’Ars”. D’altronde, conclude, “abbiamo un unico interesse che ci guida quotidianamente: fare crescere la Sicilia”.