Salvatore D'Anna

"Duemila dirigenti regionali evidentemente non sembrano sufficienti: l’amministrazione continua ad avvalersi di una norma (15/2004, art.1, comma 10) varata dal governo Cuffaro che consente il distacco, in caso di carenza degli organici, presso l’assessorato regionale alla Sanità di personale sanitario. In tutto si tratta, finora, di 19 dirigenti medici e 7 non dirigenti (ma la lista è destinata ad aumentare), per un costo di 3,5 milioni di euro, aggiunto a quanto già speso comunque dalla Regione per il personale di ruolo". Lo afferma in una nota il sindacato Cobas/Codir. Secondo il sindacato, "i medici hanno così abbandonato bisturi e camici che indossavano negli ospedali (in molti casi dislocati in comuni lontani dal proprio domicilio palermitano) per rimpolpare gli organici dell’assessorato, secondo l’unico criterio della segnalazione dall’ufficio di gabinetto". "Abbiamo già denunciato questa situazione dal sapore clientelare – dicono Dario Matranga e Marcello Minio, segretari del Cobas/Codir – all’allora assessore alla Presidenza Ilarda. Adesso abbiamo scritto anche all’assessore regionale alla Funzione pubblica, Caterina Chinnici, per chiedere un intervento deciso e, in sede di prima applicazione della legge di riforma degli assessorati (la 19/2008), chiediamo di rispedire nelle strutture di provenienza il personale sanitario. Nel caso in cui dovesse permanere l’attuale stato – concludono – ci troveremo costretti a chiedere alla procura della Corte dei conti di verificare la legittimità degli atti".

 

"E’ assurdo che la Regione preferisca pagare milioni di euro per dirigenti sanitari esterni per svolgere funzioni che possono essere coperte da personale di ruolo dell’assessorato regionale alla Sanità". Lo dice Salvino Caputo, presidente della Commissione legislativa attività produttive, commentando il trasferimento di 26 medici che saranno distaccati dagli ospedali per prestare servizio come dirigenti all’ assessorato regionale alla Sanità. "I medici – aggiunge Caputo – dovrebbero rimanere nelle strutture ospedaliere e garantire la tutela e la salvaguardia del diritto alla salute dei cittadini". Caputo presenterà un’ interrogazione per chiedere al Governo "i costi sostenuti dalla Regione – conclude – e i criteri utilizzati per il passaggio dei medici dagli ospedali agli uffici dell’assessorato alla sanità".

 

"Abbiamo sempre dimostrato di agire nel rispetto delle regole e delle leggi e i risultati conseguiti sono sotto gli occhi di tutti, sia in termini di legalita’ che di risparmio ed efficienza. E’ singolare che oggi venga criticato anche per avere correttamente applicato una norma di legge, la 15/2004, peraltro voluta e gia’ applicata da altri. Si tratta di uno strumento legislativo che permette una proficua interazione tra l’assessorato e le aziende sanitarie da cui proviene il personale "comandato". Peraltro questa legge non comporta nessun aggravio economico per la pubblica amministrazione, semmai potremmo parlare di partita di giro". replica l’assessore regionale per la Salute, Massimo Russo. "Ai sindacalisti del Cobas Codir e all’onorevole Salvino Caputo, che oggi hanno sollevato questo ‘problema’, vorrei chiedere – ha aggiunto Russo – dov’erano quando i precedenti governi applicavano questa legge e comunque li rassicuro: in qualunque momento, specie in caso di interrogazione parlamentare, spieghero’ i criteri seguiti, i nomi e i curricula delle persone che ho scelto io e anche di quelle che ho trovato quando mi sono insediato".