E’ passata all’unanimità, con il sostegno di tutte le correnti, la proposta della giunta dell’Associazione nazionale magistrati di scioperare il primo luglio, assieme a tutte le magistrature, contro la manovra economica del governo. E’ stato invece deciso di anticipare a giugno lo sciopero bianco: si tratterà di una o più giornate di mobilitazione e di protesta con la sospensione delle attività di supplenza che oggi i magistrati svolgono abitualmente. Sarà ogni distretto giudiziario a individuare la data che si dovrà collocare sarà il 21 e il 25 giugno prossimi. La protesta sarà preceduta da assemblee, che si terranno tra l’8 e il 18 giugno e che saranno organizzate insieme al personale amministrativo e l’avvocatura. Serviranno ad evidenziare all’opinione pubblica "il grave disagio in cui versano i magistrati", ma anche a "simulare gli effetti della mancata supplenza". Inoltre saranno predisposti uffici di assistenza legale "per eventuali proposizioni di azioni giudiziarie" da parte dei magistrati contro i tagli ai loro stipendi contenuti nella manovra. Alla fine dunque anche Magistratura indipendente ha approvato il pacchetto di proteste, nonostante fosse stato bocciato un suo emendamento che chiedeva la cessazione immediata e a tempo indeterminato da parte dei magistrati di ogni funzione di supplenza rispetto a tutti i compiti che non rientrano nei propri doveri d’ufficio. "Lo abbiamo fatto per senso di responsabilità", spiegano i vertici della corrente.
ANM: NON SIAMO CASTA, SACRIFICI SIANO EQUI – "La magistratura non è una casta lontana dalle esigenze del Paese"; i giudici sono pronti a fare i "sacrifici" che la crisi economica richiede, ma questi devono essere "equi e proporzionati", non "iniqui e irragionevoli" come quelli contenuti nella manovra economica a carico delle toghe. Su questo hanno insistito i vertici dell’Associazione nazionale magistrati, prendendo la parola nel corso del parlamentino, chiamato a proclamare le iniziative di protesta contro i tagli alle retribuzioni dei magistrati. "Noi magistrati, per primi, siamo consapevoli della crisi economica in cui si trova il Paese – ha detto il presidente Luca Palamara – e anche dei doveri che abbiamo come contribuenti, ai quali non intendiamo sottrarci. Ma è nostro dovere denunciare gli aspetti iniqui e irragionevoli della manovra: ci sono misure che incidono unicamente sul pubblico impiego, e non sfiorano gli evasori fiscali, i patrimoni illeciti, le ricchezze dei privati". Si tratta di una manovra che "paralizza il sistema giudiziario, scredita e mortifica il personale amministrativo in particolare penalizza in maniera ingiusta i giovani magistrati, perché fa pagare di più chi guadagna di meno e questo è inaccettabile", ha aggiunto il leader dell’Anm. Anche il segretario Giuseppe Cascini ha sottolineato che la manovra contiene "una grave ingiustizia per il settore pubblico". E ha messo in evidenza come sia "difficile" per i magistrati "ribaltare una propaganda che ci presenta come nababbi che lavorano poco. Noi chiediamo – ha proseguito – che il sacrificio che viene richiesto a noi sia equo e proporzionato: non è tollerabile che un magistrato di prima nomina subisca una decurtazione dello stipendio fino al 30% e i grossi manager pubblici, che hanno retribuzioni sui 500-600 mila euro non subiscano alcuna forma di tagli". Cascini ha fatto notare che la manovra colpisce anche il personale amministrativo, ha detto che la giustizia "continua ad essere trattata come un ente inutile" e ha definito inspiegabile il fatto che, a differenza di questo settore, la sicurezza sia immune dai tagli della manovra perché "non si può garantire la sicurezza senza una giustizia che funzioni"
ALFANO: MAGISTRATI CHIAMATI A SACRIFICIO PER PAESE – "I magistrati sono un pezzo del Paese. All’Italia in questo momento viene chiesto un sacrificio per il bene di tutti. I giudici non dovrebbero sottrarsi a questo sacrificio". Lo ha detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano, commentando lo sciopero indetto dall’Anm per l’1 luglio anche per protestare contro i tagli degli stipendi decisi dal Governo per i magistrati. "Per il rinnovo del Csm – ha aggiunto Alfano – si è aperta la campagna elettorale a fine gennaio con le proteste dei magistrati messe in scena durante l’inaugurazione dell’Anno giudiziario. Questa campagna è durata in tutti questi mesi e si concluderà l’1 luglio con lo sciopero annunciato dalle toghe. Il 3 luglio ci sarà il voto della nuova composizione del Consiglio superiore della magistratura. Mi sembra evidente che lo sciopero, a questo punto, sia politico". "Mi batterò – ha concluso il ministro – per i giovani magistrati perché credo che a loro sia stato chiesto un sacrificio di gran lunga più elevato rispetto ai colleghi anziani".
CAPEZZONE: ANCHE I MAGISTRATI FACCIANO SACRIFICI – "E’ grave che, per ragioni corporative, l’Anm scelga una linea che appare di vera e propria difesa di una condizione privilegiata, anziché contribuire con qualche sacrificio (comunque limitato, e in ogni caso commisurato a trattamenti economici importanti) ad un momento delicato per l’Italia": lo dice Daniele Capezzone, portavoce del Pdl. "Poi sugli aspetti di dettaglio e sulle tecnicalità – aggiunge – ci si può intendere, e proprio il ministro Alfano non ha chiuso la porta a correzioni eventuali. Ma è davvero deludente che i magistrati giungano ad uno sciopero. I cittadini potranno valutare se questo è il modo migliore di contribuire alla situazione che il Paese sta vivendo. Poi non ci deve sorprendere se gli italiani hanno sempre minore fiducia in questa giustizia".
