Non ha pace l’iter del piano casa all’Assemblea regionale siciliana, che sta diventando motivo di lotta all’interno della maggioranza che sostiene il Lombardo-ter. Il maxiemendamento predisposto dal governo, che aveva fatto riavvicinare le posizioni del presidente della Regione Raffaele Lombardo e degli uomini all’Ars di Gianfranco Miccichè, non solo non ha convinto il Partito democratico, ma è riuscito a spaccare proprio il Pdl Sicilia. Tanto che l’assessore regionale Luigi Gentile non si è presentato in aula, perché tutto resta ancora da decidere. Sono ore di riunioni e vertici, e la discussione del Piano casa a sala d’Ercole è stata rinviata a domani pomeriggio, nella speranza che nel frattempo i nodi vengano sciolti. Anche in commissione, dove prosegue l’esame degli emendamenti.
Molti dei problemi sono all’interno degli ex di An. Sono proprio i finiani, a sorpresa, a litigare. In mattinata il vicepresidente della commissione nazionale antimafia, Fabio Granata, uno dei protagonisti principali dello strappo con i lealisti, sgancia la prima bomba contro l’accordo sull’emendamento siglato ieri sera da Lombardo con il capogruppo del Pdl Sicilia Giulia Adamo. Per Granata si parte con il piede sbagliato, e il deputato nazionale addirittura vede in pericolo il futuro dell’alleanza. “L’accordo nella maggioranza in Sicilia, che prevede sul nuovo piano casa da sottoporre all’aula dell’Ars fra l’altro l’estensione dei benefici alle imprese, non ci convince né nel contenuto né nel metodo”, dice Granata che nella nota diffusa chiede l’apertura di un nuovo tavolo di confronto politico e sostiene di “interpretare il pensiero dei parlamentari del Pdl Sicilia che provengono da An. Per tale ragione, a nome dei deputati e della delegazione di governo che fa capo all’area degli ex An, chiedo ufficialmente a Lombardo di riavviare immediatamente il confronto politico, lavorando ad un testo condiviso e coerente”.
Dichiarazioni subito sbugiardate dai deputati regionali del Pdl Sicilia. “Le proposte migliorative del gruppo Pdl-Sicilia al ddl sul ‘Piano Casa’ sono chiare: in difesa del territorio e delle attività produttive, contro ogni scempio edilizio e ipotesi di sanatoria. Non comprendiamo francamente i reali motivi che inducono alcuni parlamentari ad arroccarsi su posizioni pretestuose e preconcette” dicono i parlamentari regionali Alessandro Aricò, Carmelo Incardona, Carmelo Currenti, Livio Marrocco e Toni Scilla. “Invitiamo – sottolineano i parlamentari regionali – tutti coloro che continuano a mostrare imbarazzo o fastidio nell’accettare il principio del recupero delle strutture industriali che si trovano all’interno di aree urbane, a spiegare compiutamente perché nella nostra terra, a differenza di come avviene in altre regioni d’Italia, chi produce ricchezza e sviluppo – concludono – deve essere penalizzato e non incentivato a fare di più e meglio, nel pieno rispetto delle leggi e dei regolamenti”. Schermaglie? Forse, fatto sta che tutto rimane fermo.
Il maxiemendamento, che estende tra l’altro la possibilità di aumentare la cubatura anche agli edifici con destinazione industriale, commerciale ed artigiana, e non solo a quelli destinati ad uso abitativo, non piace nemmeno al Pd, che ha promesso di non votare il disegno di legge se il governo non tornerà sui suoi passi. “Sì al piano abitazioni. No alle estensioni ed agli ampliamenti generalizzati proposti da chi ha il solo scopo di affossare la legge. Siamo pronti a discutere in aula la legge sul piano casa che deve riguardare esclusivamente il miglioramento della qualità e della sicurezza abitativa come previsto dall’intesa sottoscritta con lo Stato dalla conferenza delle regioni”, dicono il segretario regionale Giuseppe Lupo e il capogruppo all’Ars Antonello Cracolici. Il Pd potrebbe presentare un disegno di legge per affrontare il tema dell’emergenza abitativa. Riguardo al piano casa, per i democratici questo non può riguardare “modifiche normative di natura urbanistica né tantomeno interventi su edifici adibiti ad uso non abitativo”. Anche su questo il Pd sembra intenzionato al confronto, ma solo su uno specifico disegno di legge. “Fino a ieri le nostre valutazioni erano condivise dal governo ed in particolare dal presidente della Regione che ha reso dichiarazioni pubbliche in tal senso. Se il governo ha cambiato opinione – concludono Lupo e Cracolici – lo riteniamo un errore che rischia di compromettere l’approvazione della stessa legge”.
Chi non ha intenzione di fare passi indietro sono i lealisti, che sul piano casa promettono battaglia, capitanati dal presidente della commissione Territorio e Ambiente Fabio Mancuso. Proprio domani la commissione continuerà ad esaminare i circa 400 emendamenti presentati al ddl. Se venisse presentato in aula, il maxiemendamento del governo rischia di scatenare un’altra valanga di sub-emendamenti. I lealisti gongolano. “Siamo stati facili profeti nel prevedere che il disegno di legge sul piano casa, non solo non sarebbe stato approvato in tempi brevi, ma avrebbe fatto esplodere le contraddizioni all’interno della eterogenea maggioranza”, commenta il deputato regionale Salvino Caputo. “Questa maggioranza – aggiunge – è una vera e propria torre di Babele, dove ognuno fa tutto e il contrario di tutto. La verità è che le tante anime che compongono la maggioranza di Lombardo sul piano casa hanno opinioni diverse e contrastanti, con il risultato che l’economia siciliana ancora una volta resta ad attendere”.
L’Udc resta sulle sue posizioni e sostiene i suoi emendamenti. “Crediamo che la legge debba limitarsi solo all’edilizia privata ed alle incentivazioni per nuclei familiari con disabili ed anziani. Riteniamo, invece, opportuno affrontare la tematica dell’urbanistica in senso lato con la redazione di un testo unico che incida anche nelle prescrizioni rispetto ai rischi idrogeologici”, dicea Rudy Maira, capogruppo dello Scudocrociato all’Ars.
