Salvatore D'Anna

La Regione siciliana rischia il tracollo finanziario. E quindi bisogna ritirare immediatamente i documenti economico-finanziari della Regione siciliana e modificarne profondamente l’impostazione. Lo sostiene il deputato regionale Cateno De Luca, il “ribelle” allontanato dal gruppo parlamentare dell’Mpa una settimana fa e passato al gruppo Misto. Secondo De Luca, la Finanziaria e il Bilancio che andranno all’esame dell’Ars non risolveranno nulla, perché “si discostano dalla reale drammaticità dei conti regionali”, dice il deputato. Che propone una serie di interventi da inserire in una nuova Finanziaria, riprogrammando i fondi comunitari ed il Par-Fas applicando una strategia unica finalizzata al risanamento strutturale della finanza regionale.

 

“Ho sempre sostenuto che il Bilancio della Regione è un falso storico perché non è mai stata formalmente definita la reale situazione debitoria”, osserva De Luca, secondo il quale la gran parte dei debiti regionali è allocata in centinaia di enti e aziende “meri centri di spesa e non di entrate, utilizzati per alimentare spregiudicatamente una logica clientelare e parassitaria che non può più reggere”. Si parla di milleduecento enti e società private e pubbliche che utilizzano risorse regionali per oltre ottocentomilioni di euro l’anno. Per De Luca, in caso di mancata approvazione di una Finanziaria solida, c’è anche il serio rischio di scioglimento anticipato dell’Ars, se il governo nazionale non fornirà il titolo giuridico della spendibilità del Par-Fas, fondamentali per il bilancio regionale che ne prevede l’utilizzo (circa 500 milioni di euro) e la destinazione anche per il credito d’imposta investimenti ed occupazione.

 

Il deputato, componente della commissione Bilancio all’Ars, indica anche quali sarebbero le soluzioni per evitare il dissesto finanziario della Regione, utilizzando diversamente i fondi comunitari ed il Par–Fas. L’ex Mpa propone la creazione di tre agenzie regionali, formazione professionale, forestale e risorse agricole, promozione territoriale. Tra le richieste di De Luca anche la riformulazione del Dpef.

 

“La riforma delle riforme – dice De Luca – è il risanamento strutturale del bilancio regionale utilizzando diversamente il Par – Fas e gli ultimi fondi comunitari 2007 – 2013 partendo dal presupposto che abbiamo un buco finanziario di oltre cinque miliardi di euro ed un tendenziale deficitario annuale di circa tre miliardi di euro. Dobbiamo assumerci la responsabilità di bloccare l’utilizzo improprio dei fondi comunitari e soprattutto di snellire l’apparato burocratico che rappresenta una tassa occulta pagata dagli imprenditori e dai cittadini. Stiamo continuando – conclude De Luca – a saccheggiare illegittimamente le casse regionali gettando discredito su tutte le auspicabili iniziative e progetti autonomistici e meridionalistici: a Roma ormai ci prendono a pernacchie”.