Il 2011 è stato avaro di buone notizie, e il sindaco di Palermo se n’è reso conto, così ha armeggiato fra i suoi strumenti di “promozione” alla ricerca di qualcosa che ripagasse la città dell’annata non esaltante. A parte i licenziamenti di Maurizio Zamparini, patron del Palermo Calcio, che nel 2011 ha mandato a casa due allenatori, superando di slancio il trend d’ingovernabilità della Prima Repubblica, le litanie sulle partecipate municipali sull’orlo del crac, non è successo nulla. In zona Cesarini, scandagliando nei fondi di bottiglia, metaforicamente scrivendo, Diego Cammarata ha trovato la “quadra”.
Ha deciso di conferire la cittadinanza onoraria al responsabile territoriale di Unicredit Sicilia, Roberto Bertola (che è, vi assicuriamo, un manager valido ed una persona seria).
Il manager ha riferito a “La Sicilia” di avere ricevuto la notizia mentre stava apprestandosi a chiedere la residenza. La cittadinanza lo esime dall’intraprendere il fastidioso iter del cambio di residenza. Naturalmente è rimasto piacevolmente sorpreso della decisione del sindaco.
È la prima volta che un funzionario di banca riceve la cittadinanza onoraria a Palermo. “Giusto riconoscimento”, si legge nella motivazione, “per la dedizione e la generosa sensibilità dimostrata nei confronti della città di Palermo e più in generale della Sicilia”.
Diego Cammarata è uno dei pochi uomini fortunati ad avere sperimentato la generosa sensibilità di un bancario, categoria di professionisti che non ha grandi occasioni per testimoniarla a prescindere dalle attitudini personali. Fatte le dovute proporzioni, è come se il sindaco di Palermo avesse visto la Madonna. Deve essere proprio per questa ragione, che è rimasto folgorato dalla visione ed ha deciso di conferire all’esterrefatto Roberto Bertola di Saluzzo, la cittadinanza onoraria del Comune capoluogo della Sicilia.
In questi quattro anni, in effetti, a Roberto Bertola sono toccate anche alcune dolorose incombenze, essendo state abbassate le saracinesche del Banco di Sicilia, per volontà di Unicredit: ha dovuto assistere ai funerali del Banco, accompagnare “la salma” all’estrema dimora e di mantenerne viva la memoria attraverso l’apposizione del nome nelle sedi di rappresentanza più frequentate.
Deve essere stato proprio nel corso di questo “trapasso” che Roberto Bertola ha avuto l’occasione di testimoniale la sua indole sensibile e generosa, a meno che non ci siano state altre circostanze – note al sindaco di Palermo – ma non ai siciliani, clienti o meno di Unicredit.
Sarebbe di grande interesse conoscere l’opinione di questi ultimi sulla disposizione d’animo del mondo bancario ed Unicredit in particolare, essendo l’istituto di credito sospettato, sicuramente a torto, di avere affidato ad un soft – realizzato, aggiornato, vigilato scrupolosamente a Bologna – il “galateo” relazionale della clientela.
Bisogna dare atto perciò al sindaco di Palermo della sua “audacia” con il conferimento della cittadinanza ad un bancario. Egli ha dimostrato che anche governare è assumersi la responsabilità delle decisioni impopolari, se necessarie. Nel senso che non rappresentano per niente la volontà, i desideri, i bisogni del popolo.
