Salvatore D'Anna

Tutto ruota attorno all’Udc. Anche in Sicilia. Silvio Berlusconi incontra questa mattina, a palazzo Grazioli, Raffaele Lombardo. E qualcuno parla di prove tecniche per la formazione di un nuovo governo regionale, attraverso un rimpasto, il quarto da quando si e’ insediato nel 2008. Una voce che viene smentita dal ‘lealista’ Giuseppe Castiglione, uno dei coordinatori siciliani del Pdl: ”Noi restiamo all’opposizione, contro il governo Lombardo, ma cio’ non toglie che l’incontro di oggi sia un fatto positivo, perche’ il Pdl sui temi che riguardano tutta la Sicilia e il suo sviluppo e’ sempre attento, in particolare mi riferisco alla questione dei rifiuti e dei fondi Fas”. L’attuale giunta Lombardo e’ nata il 28 dicembre 2009 e si regge con l’appoggio di Mpa e Pdl-Sicilia con il sostegno esterno del Pd, ma solo per varare le riforme, mentre fuori restano l’Udc e il Pdl. Il rapporto con i centristi, riferiscono ambienti parlamentari, e’ in questi giorni al centro delle consultazioni di Lombardo con le varie forze politiche. Secondo alcune fonti, al di la’ degli ufficiali appelli all’unita’ del partito, il premier avrebbe deciso volutamente di non intervenire nel braccio di ferro in corso tra il Pdl-Sicilia (che fa capo a Gianfranco Micciche’) e i lealisti. Dietro questo suo ‘distacco’, ci sarebbe la volonta’ di ispirarsi al principio del ‘divide et impera’ per prendere ancora tempo ed evitare ulteriori fibrillazioni. I finiani invitano Lombardo ad andare avanti con la squadra che ha e fanno capire che ogni scenario diverso va valutato collegialmente. Il partito di Pier Ferdinando Casini, per bocca del segretario regionale Saverio Romano, ”attende risposte dal presidente della Regione” e chiede un governo di emergenza transitorio. Carlo Vizzini, senatore siciliano del Pdl, presidente della commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama, e’ categorico: ”Una cosa e’ il rapporto di leale collaborazione istituzionale che si ha indipendentemente da chi governa, altra cosa e’ l’alleanza politica che per noi e’ stata tradita da Lombardo”.

 

Il senatore del Pdl insiste: ”Lombardo e’sorretto da una maggioranza diversa da quello che lo ha votato, ha fatto gia’ tre governi e si appresta a fare il quarto, cosa che da quando c’e’ l’elezione diretta non avviene piu’ in nessuna regione italiana. Altro che Prima Repubblica, questa e’ la Repubblica di Cartagine….”, conclude con una battuta Vizzini. Intanto, i centristi attendono risposte concrete. Dice il segretario regionale dell’Udc, Saverio Romano: ”Valuto questo colloquio tra Berlusconi e Lombardo per quello che e’: un incontro istituzionale. Per quanto riguarda la vicenda politica regionale, l’Udc ha avanzato le sue proposte in una lettera aperta consegnata a Lombardo ma non abbiamo avuto ancora una risposta”. Romano snocciola le ‘condizioni’ per collaborare con la giunta Lombardo: ”Chiediamo, in particolare, di affrontare la crisi economica mettendo mano di nuovo alla finanziaria. Poi bisogna dare una mano alla spinta occupazionale, tagliando gli sprechi e quegli enti regionali dove si annida la spesa improduttiva. Per fare tutto questo -avverte l’esponente centrista- serve un governo di emergenza a tempo, fatto da tutti coloro che hanno senso di responsabilita”’. Carmelo Briguglio, finiano doc, avverte: ”La rottura del patto con gli elettori l’hanno fatta i cosiddetti lealisti che non sono stati leali. Quanto a Lombardo, vada avanti e faccia le riforme con l’attuale governo. Altre prospettive vanno valutate collegialmente”.