Per mettere assieme i pezzi del puzzle ci vorra’ ancora del tempo. E la strada si annuncia tutta in salita. Bisognera’ mettere d’accordo i ribelli del Pdl, guidati da Gianfranco Micciche’, e l’Udc, ormai da mesi all’opposizione, pur avendo vinto le elezioni. E poi c’e’ il Pd, che sinora ha garantito l’appoggio esterno in Aula alle riforme del governatore siciliano. Il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, lo sa bene e da giorni ha avviato le trattative per la formazione del suo nuovo governo. Il quarto in due anni. Fitta l’agenda di incontri. Ieri e’ stata la volta del sottosegretario Gianfranco Micciche’ e del leader siciliano del Partito democratico, Giuseppe Lupo. ”Bisogna dar vita a un governo di legislatura con le persone di buona volonta’, che sposino questa impostazione autonoma e autonomista del nostro governo e che si organizzino per stare insieme anche nel momento elettorale” ha detto ieri Lombardo al termine del vertice con Micciche’. Il fondatore di Forza Italia in Sicilia e’ stato il primo a cui ha proposto il suo progetto e il sottosegretario non ha esitato a dettare le sue condizioni: no al Pd in Giunta, che al massimo ”potra’ indicare dei tecnici”, e ad un cartello elettorale trasversale, perche’ ”sono di centrodestra e tale voglio rimanere”. Confermata, invece, l’apertura all’Udc. ”Non c’e’ nessuna preclusione all’allargamento della maggioranza allo Scudocrociato, purche’, ribadiamo, sia un patto di funzionamento”. Insomma Micciche’ non sembra voler sottoscrivere nessun ‘accordo’ per nuove elezioni, ma solo un ‘patto’ per fare ”riforme che migliorino la Sicilia” da qui al 2013, ossia alla scadenza naturale della legislatura. Poi si vedra’.
