Gli alambicchi che sorreggono l’alchimia non hanno geometrie semplici, hanno strozzature, curve e seguono percorsi adatti a trasformare la sabbia in oro, e l’acqua in vino. L’alchimista non compone le sue misture servendosi solo di materia, ma usa l’energia, un’aura invisibile a coloro che non praticano la sua arte. Che è metà scienza e metà magia.
Allo stesso modo il personaggio politico chiamato a realizzare la pozione miracolosa – le convergenze parallele, per esempio – immette dosi di scienza e magia nel suo discorso in modo da lasciare a chi ascolta il compito di realizzare la verità. L’alchimista e il personaggio politico non hanno poteri magici ma è come se l’avessero.
Il fatto, dunque.
Mentre il giornalista e l’uomo politico discutono sulla interpretrazione veritiera di quanto è stato detto e trascritto, qualcuno, nel frattempo, si mette di mezzo e cerca d’indovinare la versione corretta dei fatti. Come farà, visto che non ne sa niente? Ha letto l’intervista e si affida ad essa.
Il giornalista – Carmelo Lo Papa di Repubblica, trascrive ciò che ha sentito – o crede di avere sentito – e cioè che il berlusconismo è finito. Raffaele Lombardo, l’intervistato, legge e fa sapere di essere stato mal capito; lui non ha doti profetiche per prevedere la fine del berlusconismo, come gli sarebbe stato fatto dire, ma ha sufficiente cognizioni di causa per affermare che il “finto bipolarismo“ di Berlusconi e del centrosinistra, è giunto al crepuscolo.
"Su questi presupposti – aggiunge – ho manifestato il rammarico istituzionale e personale perché dallo scorso novembre il presidente del Consiglio ha unilateralmente scelto di non parlare con il presidente di una delle più grandi regioni italiane in cui il Pdl, anziché sostenere il governo regionale nell’azione riformatrice, ha deciso, con l’avallo del coordinamento nazionale, di collocarsi all’opposizione".
Berlusconi, dunque, si è comportato male, ma questo non gli fa dire di prevederne la fine. Tutto qui? No, affatto. Gianfranco Miccichè, partner privilegiato di Lombardo, legge l’intervista e mette in chiaro che la sua idea “di Partito del Sud non va assolutamente contro Silvio Berlusconi, né consentirà a chicchessia di strumentalizzarla per soddisfare squallide smanie d’antiberlusconismo, ma nasce dalla necessità di liberare il governo dal giogo politico della Lega.
Che c’entra il partito del Sud? Perché Miccichè si è arrabbiato tanto? Quando nasce un partito, sia quello del Sud o un altro, diviene di fatto concorrente ai soggetti politici esistenti. Il Partito del Sud non sarà pregiudizialmente avverso a chicchessia, ma contenderà i voti anche a Berlusconi, a meno che non venga alla luce come uno schieramento fiancheggiatore del Pdl esistente, eventualità questa da scartare per via del fatto che Lombardo non vuole affatto che sia Stesso quesito, più po meno, può essere posto a Lombardo. Perché ha “precisato”?
Potrebbe essere stato capito male dal giornalista, ma la sostanza non è che sia tanto diversa. Prevedere il crepuscolo del bipolarismo non è di fatto come prevedere “anche” il crepuscolo di Berlusconi? A meno che non ritenga che Berlusconi possa sopravvivere in un quadro politico diverso da quello attuale. Se finisse il bipolarismo, si trascinerebbe con sé il berlusconismo. Su questo non ci sono dubbi.
Non si tratta di spaccare il pelo in quattro, si tratta di prendere atto che ci sono all’interno della maggioranza di governo delle sensibilità ancora legate a Silvio Berlusconi e di queste deve prendere atto Lombardo per evitare di mandare a carte quarantotto tutto quanto.
