Tra le “riforme programmatiche irrinunciabili”, che debbono essere alla base del futuro governo “Lombardo ter”, ci sarà pure il nuovo “Piano regionale dei rifiuti”, in itinere, che ha il merito di aver archiviato il precedente e sciagurato Piano del 2002? Per capirci, quello che prevedeva la realizzazione, ultramiliardaria, di quattro maxi-termovalorizzatori di vecchia tecnologia, pure corredati da un, superato, camino esterno di emissione dei fumi e dei vapori nell’eco-atmosfera.
Lo avevamo chiesto ieri a Fabio Granata, esponente del Pdl-Sicilia, di rito finiano. Che aveva, sì, risposto positivamente, ma non era sembrato molto convinto; anzi, quasi preso alla sprovvista. Così, armato di santa pazienza, il vostro cronista ha ripetuto, oggi, la domanda al Presidente della Regione, nel corso della chiacchierata che egli ha avuto con la stampa a margine della presentazione ufficiale del “Codice Antimafia ed Anticorruzione”. Provvedimento, elaborato dalla Commissione di esperti, presieduta dall’ex procuratore nazionale antimafia Pier Luigi Vigna, con l’ausilio del vecchio assessore Giovanni Ilarda e del suo successore Gaetano Armao.
“Chiariamo per l’ennesima volta – risponde spazientito Raffaele Lombardo – che quei quattro termovalorizzatori non li ho fatti fuori io, ma la sentenza dell’Alta Corte di Giustizia europea del 2007, che ha stabilito l’illegittimità assoluta di tutti gli atti posti alla base di questa programmazione errata, sino agli atti conseguenti. Io mi sono limitato a far rispettare quella sentenza. Per il resto, al nuovo Piano regionale dei Rifiuti ci sta pensando una commissione ad hoc (i cui lavori sono in itinere) di autorevoli esperti. Saranno loro, che ci diranno, entro i prossimi trenta giorni, come organizzare al meglio, con la più innovativa tecnologia oggi utilizzabile, lo smaltimento dei rifiuti in Sicilia, provincia per provincia. Sopratutto partendo dalla priorità di legge indiscussa, ed indiscutibile, della raccolta differenziata per il riuso ed il riciclo. Una strategia metodologica che dovrebbe portare all’abolizione di almeno due terzi della produzione siciliana dei rifiuti. Nell’ATO Belice la sperimentazione è stata molto positiva, andando ben oltre ogni più rosea aspettativa”.
“Nel frattempo per non farci cogliere di sorpresa da qualche, politicamente velenosa, nuova emergenza rifiuti – incalza il Presidente della Regione – stiamo provvedendo ad allargare le capacità di ricezione delle discariche esistenti, giusto per attrezzarci, in via assolutamente cautelativa, alla possibilità di non incorrere in nuovi problemi per i prossimi quattro anni. Ma sono certo che realizzeremo, concretamente,il nuovo sistema molto prima”.
Quindi i siciliani, in materia di smaltimento dei rifiuti, possono stare tranquilli dal punto di vista sia pratico che di eco tutela ambientale? Anche perché i boatos dicono che lei sui termovalorizzatori, per quieto vivere, Lei sarebbe stato disposto a fare il classico passo indietro?
“Impressioni assolutamente infondate, solenni sciocchezze – risponde con un espressione del viso indurita Lombardo – è una riforma sulla quale non intendo arretrare di un millimetro; ed è bene che si sappia: sulla tutela intransigente della legalità e della salute dei cittadini non ho cambiato opinione”.
E che ci dice Presidente dei boatos diffusisi ieri sera che Le attribuivano l’intenzione di scaricare l’Assessore Armao, reo di aver proposto in Giunta la rescissione dei contratti con gli ex concessionari dei quattro realizzandi termovalorizzatori?
“Armao si è dimostrato un validissimo Assessore, una persona corretta – risponde di getto Lombardo – una mente giuridica utilissima all’azione riformatrice del Governo. Da questo Codice antimafia ed anticorruzione, sino al varo della riforma burocratica della Regione, ci ha offerto un apporto di governo importante. Non capisco perché ci si accanisca contro di lui nonostante sia ormai di solare evidenza che non si è mai speso per favorire i suoi vecchi clienti professionali dei termovalorizzatori. Anzi, al contrario, mi pare, che da qualche tempo a questa parte costoro lo vedano come il fumo agli occhi. Comunque, mi sono ripromesso di non fare più commenti politici, durante la verifica di governo in corso con i partiti. Quindi, vi prego di rispettare il mio dovuto riserbo. Buon lavoro”.
E sul “caso Armao”, al presidente fa eco il capogruppo del Pdl Sicilia all’Ars Giulia Adamo: “Abbiamo accolto, favorevolmente, la proposta di rinvio della discussione all’Ars sulla mozione di censura nei confronti dell’Assessore alla Presidenza Armao. Una vicenda che sarebbe bene derubricare dall’agenda politica, quale argomento ampiamente dibattuto, oltreché legato a logiche di rivalse personali nei confronti di uno degli assessori più impegnati nel cambiamento della nostra regione”.
“La riforma della burocrazia che Armao sta mettendo a punto – spiega Adamo – rappresenta una pietra angolare dello sviluppo socio-economico della Sicilia. Supportare con competenza e velocità le esigenze dei cittadini siciliani che lavorano e producono ricchezza, snellire le procedure e ottimizzare i costi, è un’opera fondamentale per tenere il passo con un mondo in continua crescita”.
Per Giulia Adamo, perciò, “è un atteggiamento corretto e sensato scegliere la strada metodologica di concentrare gli sforzi delle forze politiche anzitutto nella risoluzione dell’attuale crisi politica regionale. Lo ritengo un segnale importante di attenzione verso i primari interessi dei cittadini siciliani”.
