Salvatore D'Anna

"Raffaele Fitto è solo un burattino nella mani del Premier, un ministro che sta consentendo al nord di schiacciare le regioni meridionali". Lo affermano in una nota Adriana Poli Bortone (Io SUd), candidata alla presidenza della Regione Puglia, e Raffaele Lombardo (Mpa) presidente della Regione Sicilia, che la sostiene insieme con l’Udc. "Ormai con Fitto abbiamo perso tutte le nostre speranze – hanno dichiarato i due leader che oggi sono insieme in Puglia per incontri elettorali – in quanto non si può più dialogare con un ministro della Repubblica che doveva rappresentare la nostra terra ed invece è diventato un povero burattino nella mani del cavaliere nero". "Per quel patto siglato dalla Lega Nord con tutte le regioni settentrionali di qualche giorno fa – affermano ancora – a cui era presenta anche il Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, il nostro Fitto non ha sollevato il minimo dubbio, anzi sta di volta in volta acconsentendo al depauperamento delle nostre regioni per favorire il Nord". "E’ Raffaele Fitto colui che sta accentuando il divario tra nord e sud, semplicemente non tutelandoci. La colpa non è tutta di Umberto Bossi che fa i suoi interessi e delle sue regioni – affermano Lombardo e Poli Bortone – Da noi non c’é nessuno che si preoccupa minimamente dello sviluppo delle nostre terre, dei tanti problemi che la riguardano e soprattutto del futuro dei nostri figli. Fitto non è stato nemmeno in grado di gestire i fondi Fas che per diritto ci spettavano". Lombardo ha ricordato, tra l’altro, che "Fitto non fa altro che impugnare continuamente dinanzi ai Tribunali la maggior parte delle delibere stanziate dal Governo della Sicilia, rallentandone di conseguenza lo sviluppo. E’ qualcosa di inconcepibile e vergognoso". Sulla campagna elettorale in corso Raffaele Lombardo ha detto: "La Sicilia e la Puglia insieme possono realmente divenire le regioni capofila di un riscatto nei confronti di coloro che oggi non ci considerano. Adriana Poli Bortone come me rappresenta quella voce fuori dal coro che nessuno vuole ascoltare, ma che prima o poi sarà costretto a farlo poiché diverrà sempre più grossa".