Ignazio Panzica

Diceva Galileo Galilei “eppur si muove”. Qualcosa, pare, stia accadendo nel clima politico, pur di basso impero, al Comune di Palermo. Ieri notte in Consiglio comunale si è materializzato l’assessore Bavetta. Un fatto inusuale per i componenti dell’amministrazione Cammarata, quello di partecipare ad un Consiglio comunale. Che per “l’allegra brigata” del Sindaco che occupa la guida di Palazzo delle Aquile dal 2001, segna la rinuncia al clima di “eccessiva riservatezza” che ha sempre contraddistinto, ed ammantato, la gestione dei danari comunali dei palermitani sotto il segno di Cammarata. E Bavetta, non ha deluso: è riuscito a stupire.

 

Prima svelando, ufficialmente in pubblico, l’entità certa (e certificata dalla Kpmg) del buco di bilancio Amia per il 2008 pari a 179 milioni di euro (contro il deficit di appena 14 milioni previsti per il 2009). Poi, addirittura, riferendo la decisione del CdA Amia che ha proceduto a costituirsi parte civile nei confronti dell’ex Presidente Galioto e dell’ex Direttore Generale Colimberti, ed altri, rinviati a giudizio dal Gip del Tribunale di Palermo.

 

Viene spontaneo chiedersi: cosa sta succedendo? Perché, si apre una frattura del genere nel fronte di omertà politica che una parte del centrodestra aveva steso attorno all’affaire Amia? Ricorderete, che Cammarata ed il centrodestra solo pochi mesi fa, contro l’opinione pubblica, ed il buonsenso più elementare, si era rifiutato di “querelare” il management Amia periodo 2001-2008, dopo la scoperta del falso in bilancio in più bilanci di quella azienda, addirittura per ben un triennio. Una presa di posizione quella, per cui oggi, in base alla riforma berlusconiana di questo reato, fa rischiare agli spendaccioni di quel settennato dell’Amia – padri oggettivi di un buco complessivo prossimo ai 300 milioni di euro – una “brutta contravvenzione” (!?) dai tremila ai trentamila euro ciascuno.

 

“Era ora! Ci hanno perso tempo – protesta Antonella Monastra di “Un’altra storia” – anche se considerati i personaggi attori di queste vicende, qualcosa in termini di fatti nuovi, e dirompenti, deve essere accaduto”.

 

Ma che cosa consigliere? “Insomma, ho l’impressione che al centro di queste novità – spiega la Monastra – vi siano dei patti saltati sul futuro dell’Amia. Se come pare accadrà, venisse convertito in legge il decreto Berlusconi di Settembre scorso sulla privatizzazione delle aziende ex municipalizzate, si pone la domanda: quali partner privati si faranno avanti per acquisire a Palermo almeno il 40% di Amia? Ecco, ho la sensazione, che fino a qualche mese fa, in caso di privatizzazione dell’Amia, “nell’allegra brigata” tutti la pensassero nello stesso modo. Mentre è evidente, dalla tardiva costituzione di parte civile dell’Amia nei confronti dei rinviati a giudizio, che adesso la solidarietà tra vecchi sodali politici si è rotta. Potrebbe trattarsi di una ennesima puntata della telenovela della guerra regionale intestina al Pdl. Peccato che questi gloriosi guerrieri non combattano per nome e per conto degli interessi dei palermitani, ma di cordate imprenditoriali, extrapalermitane ed extraregionali. Nuovi colonizzatori delle nostre ricchezze pubbliche, esattamente come è già successo con l’acqua potabile, di cui,oggi, le istituzioni pubbliche dei siciliani e dei palermitani, non hanno più il legittimo controllo”.

 

Ieri notte, il Consiglio ha approvato il consuntivo del bilancio comunale 2008. Il voto determinante dei consiglieri dell’area Pdl-Sicilia (Micciché e Misuraca) ha permesso l’approvazione del documento contabile. Centrosinistra ed Mpa, svogliatamente, hanno votato contro. A nulla è servita la dura requisitoria di Antonella Monastra, che ha tacciato di “falsificazioni” i bilanci approvati dal 2004 in poi.

 

C’era però euforia, ieri notte, tra le fila della “nuova maggioranza” (centrosinistra, Mpa, Pdl Sicilia), che poco prima avevano fatto approvare una proposta, capeggiata dal Pd Maurizio Pellegrino, sulla istituzione di una “Commissione speciale di indagine” del Consiglio comunale sul caso dei due milioni di “consulenze d’oro” pagate dall’Amat ai soliti noti, allo scopo di far partire presto i lavori di realizzazione del progetto Tram a Palermo. Lavori, che sarebbero dovuti concludersi entro il dicembre 2011, cominciando nel 2008. Peccato che ancora i lavori non sono, neanche cominciati, e forse si rischia pure di perdere una parte dei relativi finanziamenti.

 

La parola, adesso, passa alle sedute riservate alla delibera sul riequilibrio dei conti del bilancio per il 2009. L’atto che approvato o meno entro il 6 novembre, può determinare se il Consiglio comunale potrà sopravvivere a se stesso, o potrebbe venire sciolto, lasciando Cammarata solo al comando per altri due anni e mezzo di mandato.

 

La sensazione avuta, ieri notte in Consiglio, è che l’ex maggioranza e la “nuova” maggioranza abbiano deciso di dismettere temporaneamente i rispettivi minacciosi “ostruzionismi d’aula, per “andare avanti”, rinviando ad altro tema, ed a altro momento, la temibile “resa dei conti”. Inutile aggiungere che la “rivolta costruttiva” (quella capeggiata da Moschetti) dentro il gruppo dei consiglieri del Pdl-ufficiale si è sgonfiata, come un soufflè venuto su male.

 

È quasi certo, comunque, che il fronte del centrosinistra, l’Mpa e Pdl Sicilia, porteranno a casa l’approvazione della delibera d’iniziativa consiliare che riporta l’addizionale comunale Irpef per il 2010, dallo 0,80 % allo 0.40%. Così, almeno per il 2010 i palermitani potranno risparmiare da 120 a 350 euro. Un risparmio non da poco per le famiglie, nonostante Cammarata abbia definito queste somme “cifre ridicole” delle quali tutti potrebbero privarsi senza soverchie remore. Avete capito con chi…