La lista del Pdl per le regionali nel Lazio è momentaneamente fuori dalla corsa. La documentazione richiesta per il deposito in Tribunale è stata infatti presentata in ritardo, oltre il termine delle 12 fissato per legge.
”Assolutamente fiduciosi” che la situazione possa appianarsi, perché ”non c’è nessun motivo per escluderci”, ma allo stato dei fatti la lista del Pdl per le regionali nel Lazio ”è fuori”. Ignazio Abrignani, responsabile elettorale del Pdl, annuncia di aver presentato ricorso al presidente dell’ufficio centrale circoscrizionale per il mancato deposito della lista.
”Non c’è nulla di cui allarmarsi”, assicura il deputato all’ADNKRONOS. ”Confermo che non ci sono motivi per l’esclusione della lista. Allo stato attuale siamo fuori, temporaneamente”. Il ricorso presentato sarà deciso ”tra stasera e domani mattina” e il Pdl è convinto di aver ragione.
Abrignani racconta: ”Eravamo già negli uffici, assolutamente in regola con la documentazione. C’erano due nostri presentatori, uno in fila, l’altro un po’ indietro. Quest’ultimo, a un certo punto, ha avuto un piccolo diverbio con un esponente dei radicali. A questo punto, il nostro rappresentante è uscito dalla ‘zona rossa’, ma ha lasciato lì tutta la documentazione. Il risultato è che non l’hanno fatto più rientrare. E’ assurdo”.
"Il delegato del Pdl – spiega ancora Abrignani in una nota – si è dovuto allontanare dalla fila per non più di due minuti, lasciando peraltro tutte le firme e i certificati all’interno della zona predisposta per la ricezione delle liste. Quando la situazione è tornata alla normalità, il nostro delegato ha fatto per rientrare ma gli è stato impedito. Tale diniego è assolutamente ingiusto e lesivo del diritto non solo dei candidati ma anche di tutti gli elettori del Pdl. Abbiamo presentato tempestivamente un ricorso e siamo certi che la lista verrà ammessa, perché non vi sono le condizioni giuridiche per non farlo (esiste infatti una robusta giurisprudenza del Consiglio di Stato che riconosce la possibilità di presentazione anche in casi molto più gravi di questo) e, quindi, ogni altra soluzione impedirebbe un clamoroso quanto ingiusto danno nei confronti del principale partito del Paese".
"No, non sono preoccupato. Anche perché non ci posso fare nulla", ha commentato il presidente della Camera, Gianfranco Fini, a margine della presentazione del suo libro a Vicenza.
Di "dilettantismo preoccupante da parte dei vertici regionali del Pdl" parla il leader dei Cristiano popolari del Pdl, Mario Baccini. "Sono convinto che la lista si possa presentare, ma, anche in caso di presentazione, in un grande partito non può avvenire un disguido tecnico come questo. Per le valutazioni politiche ci sarà tempo dopo”, aggiunge.
”Il Pdl non ha presentato le liste elettorali per il collegio della Provincia di Roma alle regionali del Lazio nel termine improrogabile delle ore 12 previsto dalla legge”, denuncia Mario Gasbarri, senatore del Partito democratico. ”Ero presente – spiega Gasbarri – al Tribunale di Roma e ho potuto filmare l’episodio con il cellulare. Posso perciò documentare che intorno alle ore 14, quindi due ore oltre il limite di tempo consentito, le firme non erano state consegnate e giacevano abbandonate in un corridoio. Mi auguro che ora il Pdl non cerchi espedienti per far rientrare dalla finestra ciò che, secondo la legge, è ormai fuori della porta”.
”E’ singolare che una forza politica come il Pdl, che dice di voler governare il Lazio, non sia in grado di presentare la lista a Roma. Quanto è successo oggi è davvero sorprendente, ma è successo al Pdl, e magari anche ad altre liste a Roma o in altre province. Non si cerchino sotterfugi o scappatoie, la legge è, e deve essere, uguale per tutti”, afferma dal canto suo Nico Stumpo, responsabile Organizzazione della segreteria del Pd.
