Salvatore Parlagreco

(essepì)  Presidente Lombardo, ha letto, no? Il Presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Francesco Cascio, propone un governo di unità regionale. Lei è d’accordo?

“Dico che c‘è bisogno di unità, non c’è dubbio, e faccio ricordare a Cascio che presiedo un governo tecnico…”

E questo che significa?

“Significa che non si tratta di un esecutivo politico”.

E allora?

“Quando è nato abbiamo chiesto e ripetuto che la Sicilia aveva bisogno di unità, coesione politica e sociale, e che stavamo costruendo qualcosa che avrebbe potuto a chiunque di riconoscersi”.

E perché non è avvenuto?

“Questo non deve domandarlo a me”.

Dovrei chiederlo a chi propone oggi il governo di unità nazionale…

“Non ho mai affermato di avere la bacchetta magica, né di essere il depositario del Vangelo. Il Vangelo lo leggo e mi consola nei momenti difficile. Anche negli altri, in verità”.

Mi sta dicendo che “apre” le porte all’opposizione?

“Non le ho mai chiuse. E chi le chiuderebbe? Sarebbe davvero da irresponsabili, abbiamo bisogno di mettere insieme cui di cui siamo capaci, oggi. La crisi economica, le nostre difficoltà con Roma. Ognuno deve fare la sua parte, qualunque sia il suo ruolo”.

La proposta, dunque, è benvenuta.

“Certo, è benvenuta, il governo non chiede di meglio: essere aiutato, consigliato. Sbaglierebbe di meno, senza dubbio, ma se si sceglie il muro contro muro, com’è avvenuto finora, allora il risultato che si vuole raggiungere sarebbe un altro: muore Sansone con…”

Ho capito, Presidente, ma a quanto pare Cascio ha scelto un’altra strada.

“Bene, sono felice, ora si tratta per loro di rimboccarsi le maniche, noi l’abbiamo già fatto. Prenderemo in considerazione propositi, proposte, utili indicazioni, non abbiamo remore di alcun tipo. Sappiamo che non mancano competenze e risorse umane, ovunque”.

Cascio ha lanciato la sua proposta dopo averne parlato con il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

“Una cosa buona, acquista maggiore autorevolezza. Vuol dire che anche a Roma hanno riflettuto sulla necessità di fare prevalere i bisogni dell’Isola”.

Non è che il Cavaliere la stia corteggiando, attraverso Cascio, Presidente? Gli servono altri voti a Montecitorio…

“Prendo per buona la proposta, non faccio illazioni né sospetto alcunché. Abbiamo da lavorare duramente, ci manca che ci dedichiamo alla dietrologia, tagliando i peli in quattro. Sperimenteremo presto, del resto, la qualità della svolta. E sarà sotto gli occhi di tutti ciò che avverrà a Palazzo dei Normanni. Mi auguro davvero che cambi il clima, ne trarremmo tutti grande vantaggio”.