(Attilio L. Vinci) “Sono amico di Fini, ma non sono d’accordo con le sue ultime scelte politiche e rimango un "lealista", perché ritengo che sia l’unica vera anima del Pdl”. Con queste parole Nicola Cristaldi, sindaco di Mazara del Vallo dal 22 giugno del 2009, esprime il suo pensiero su uno dei temi politici più caldi degli ultimi tempi, prendendo una posizione chiara su quella che ormai sembra una vera e propria spaccatura all’interno del Popolo delle Libertà. Cristaldi, però, non perde di vista il suo principale obiettivo politico: rendere Mazara del Vallo una delle città più importanti del Mediterraneo.
Sindaco, la sua elezione ha profuso tanta speranza nei mazaresi. Ad un anno di distanza, qual è il suo commento?
"Dopo circa un trentennio di attività politica regionale e nazionale, il successo da me ottenuto alle scorse elezioni amministrative mi riempie d’orgoglio anche per l’entità della vittoria. Ciò testimonia che ho seminato bene e che i miei concittadini mi ritengono una persona ed un politico credibile. Nonostante alcune normali difficoltà di carattere amministrativo ed a causa di un meccanismo elettorale perverso, che non ha consentito al sindaco eletto con circa il 70% dei consensi di avere una maggioranza in Consiglio Comunale, ritengo che i miei concittadini abbiano già visto alcuni effetti della nostra azione, primo fra tutti il recupero del nostro splendido centro storico, che è tornato a rivivere dopo decenni di degrado ed abbandono. Intendiamo fare di Mazara una piccola, grande capitale del Mediterraneo. Per centrare questo ambizioso obiettivo abbiamo già elaborato e presentato al Governo nazionale e regionale progetti per oltre 30 milioni di Euro. Puntiamo, in particolare, sullo sviluppo del porto, sul terzo polmone economico che è il turismo, attraverso investimenti infrastrutturali quali ad esempio la realizzazione del progetto “la spiaggia in città” e la bonifica del fiume Mazaro e del primo tratto di lungomare, da anni in degrado. Stiamo lavorando inoltre per eliminare i fastidiosi passaggi a livello che tagliano in due la città con un progetto ambizioso che coinvolge Regione, Trenitalia e Ministero dei Trasporti. Insomma, abbiamo dato il via alla rinascita mazarese…"
“Abbiamo molto da lavorare”: è stata la sua prima battuta da sindaco. Restano quattro anni per la realizzazione del programma di governo cittadino. Pensa siano realizzabili tutti i punti?
"Appena insediati, abbiamo dovuto fare i conti con una macchina amministrativa disarticolata, che pensiamo di avere raddrizzato. Sul piano economico, il Comune non ha rispettato il patto di stabilità da tre anni e c’era quindi la necessità di mettere i conti in ordine. Dopo un anno di mandato molto è stato fatto, ma molto lavoro rimane da fare. Sono comunque fiducioso di centrare i maggiori obiettivi che ci siamo prefissi".
Già deputato regionale, Presidente dell’Ars, deputato nazionale, sindaco di Calatafimi-Segesta, dove colloca, per importanza, l’elezione a sindaco di Mazara?
"Al primo posto in assoluto. Fare il sindaco della mia città, nella quale sono nato e nella quale spero un giorno di morire, era un sogno che si è trasformato in realtà. Penso di essere divenuto sindaco al momento giusto: ho l’esperienza necessaria per affrontare al meglio le enormi difficoltà che un ente deve affrontare. Certo la grave crisi economica internazionale e le difficoltà di settori trainanti per la nostra economia, quali agricoltura e pesca, acuiscono le problematiche. Ma l’impegno, la passione e la creatività di cui disponiamo, ritengo possano portare a risultati positivi".
Mazara città più vivibile e visibile: è un progetto che può completarsi con la sua sindacatura?
"Ritengo di sì. Ma bisogna essere realisti. I cambiamenti di una certa importanza non possono mai avvenire in tempi rapidi. Credo che però l’arco di una sindacatura sia sufficiente a dare un’impronta di cambiamento. Confido che già dal prossimo anno, Mazara sia una città turistica, degna di questo nome".
Mazara è la città dell’integrazione, quali sono i progetti legati a questo ambito.
"Più che dell’integrazione, crediamo che la nostra città sia un esempio di multiculturalità e di multietnicità. E’ in questa direzione che stiamo procedendo anche in sinergia con il governo tunisino. Il console generale di Tunisia è divenuto nostro cittadino onorario. Con il presidente Ben Alì, del quale sono stato ospite la scorsa estate, c’è un ottimo rapporto, che si tradurrà il prossimo anno nella realizzazione di “Casa Tunisia” a Mazara del Vallo. Un progetto già finanziato dalla Regione Siciliana con circa 200.000 Euro. Grazie all’attività del nostro esperto, il professor. Kaled Fouad Allam, stiamo organizzando un grande Festival della Multiculturalità, che si realizzerà nel 2011 e che prevede la giornata finale l’11 settembre 2011, giorno del decimo anniversario della strage delle Torri Gemelle di New York. Parte da Mazara del Vallo il grande messaggio che la pacifica convivenza tra culture, religioni e popoli diversi, non è solo un segno di grande cività ed arricchimento culturale, ma anche una ghiotta opportunità di sviluppo economico".
Lei è un illustre esponente del Pdl ed è stato tra i fondatori di An. Cosa pensa della linea finiana?
"Ho condiviso con Gianfranco Fini molte battaglie politiche, compresa la scelta di costituire con Forza Italia un grande partito liberale e di destra sociale che è il Pdl. Rispetto Fini come uomo ed è anche un mio amico, sul piano personale, ma non condivido le scelte politiche che sta mettendo in campo in questi mesi. Sono un esponente del Pdl del quale condivido classe dirigente e linea politica. Per essere più chiari, mi riconosco nel coordinamento nazionale e regionale, quello definito da molti addetti ai lavori “Lealista”, che io invece definisco come l’unico Pdl esistente".
Quali sono i suoi rapporti con la Chiesa locale, ed in particolare con il vescovo Domenico Mogavero.
"Sono di grande rispetto e collaborazione reciproca. Certo, quando il mio amico monsignore si addentra in giudizi di carattere politico e personale, mi sarà consentito di dissentire. Ma per il resto ho con la Chiesa e con Mogavero un rapporto straordinario".
