Il presidente del Senato, Renato Schifani, ritiene che ci sia la possibilita’ di rivedere il caso dell’elezione del senatore Nicola Di Girolamo. Ne parla in una lettera inviata al presidente per la giunta delle immunita’, Marco Follini.
"E’ possibile – scrive Schifani – che la richiesta di autorizzazione contenga nuovi e rilevanti elementi tali da inquadrare in una prospettiva diversa l’intera vicenda dell’elezione del senatore Di Girolamo. La invito quindi a sottoporre all’ufficio di presidenza della giunta l’eventualita’ di riprendere sollecitamente l’esame della questione relativa alla contestazione e alla proposta di annullamento di tale elezione affinche’ della questione stessa possa essere investita l’assemblea gia’ nel corso della prossima settimana”.
FINI: SE FOSSI SENATORE VOTEREI PER L’ARRESTO - Nelle intercettazioni dell’inchiesta sul maxi riciclaggio nella telefonia, secondo alcuni quotidiani, Gennaro Mokbel parlando con il boss della ‘ndrangheta Franco Pugliese, in una telefonata del 16 aprile 2008, cita il presidente della Camera Gianfranco Fini, che avrebbe ”convocato" Nicola Di Girolamo, appena eletto senatore del Pdl. "Francamente non ricordo nemmeno di averlo conosciuto. Vai a capire poi se l’ho visto. Mi pare però di poter escludere a priori di averlo convocato", è la replica di Fini in un colloquio con il Corriere della Sera, che aggiunge: "Avevamo appena vinto le elezioni e con tutto quello che c’era da fare… Andrò a vedere l’agenda di quell’anno per verificare i miei appuntamenti. Tendo a escluderlo però".
Il presidente della Camera sottolinea la necessità di spazzare via "e al più presto" ogni "ombra offensiva e infamante" che si allunga sul Paese e sul suo partito. Tanto che, vista la "vicenda inquietante" che vedrebbe il senatore del Pdl legato alla ‘ndrangheta, Fini confida che ”alla prima occasione pubblica" dirà che se fosse "senatore" voterebbe "per l’autorizzazione all’arresto" di Di Girolamo. In ogni caso, aggiunge il presidente della Camera, "quale sarebbe il problema, ammesso e non concesso che io abbia visto Di Girolamo? Lui era appena diventato senatore del Pdl, io sono un cofondatore del partito". Nell’intercettazione, comunque, "ci sono due tizi che parlano di una terza persona" e "in conversazioni come queste c’é chi può arrivare a millantare".
