Salvatore Parlagreco

Gentile direttore,

il mestiere del cronista, si sa, è duro. Un lavoro complicato che non lascia spazio all’improvvisazione e al pressappochismo. In gioco, infatti, c’è la credibilità di chi scrive e pubblica. Inseguire la notizia, controllare le fonti e informare correttamente i lettori sono gli elementi che contraddistinguono il sano giornalismo dal gossip di bassa lega, proprio quello che molto spesso sfocia nella diffamazione. Anche per questo, nutro un profondo rispetto nei confronti di tutti coloro che quotidianamente devono scovare, anche nei ‘retrobottega delle segreterie politiche’, quelle informazioni indispensabili per rendere più succulenta una pietanza che altrimenti potrebbe risultare insipida. Ma aggiungere troppo sale, talvolta, rende il piatto indigesto, altera i sapori al palato e trasforma la pietanza da banale portata di intermezzo a boccone che intossica. Quando ci si imbatte in simili situazioni c’è da chiedersi come mai. Lo chef è incappato in una giornata storta o sta lanciando degli strani segnali ai commensali?

 

Al di là delle metafore, anche il più strenuo difensore del diritto di cronaca – forse meglio parlare di satira mal riuscita – non comprenderebbe il senso del pezzo pubblicato ieri dal suo quotidiano-online, dal titolo: ‘Mineo vice sindaco di Massimo Costa? Le seppie dell’Arenella entrano a gamba tesa nella campagna elettorale di Palermo’.

Irridere l’appartenenza a una comunità, prendere per vere certe illazioni senza operare i dovuti riscontri con i diretti interessati, ridurre a puro mercimonio l’impegno politico di un rappresentate delle istituzioni e banalizzare l’adesione di Grande Sud a un progetto quale quello espresso da Massimo Costa, non corrisponde affatto all’obbligo ‘inderogabile’ che hanno i giornalisti di rispettare ‘la verità dei fatti’, osservando ‘sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede’. Ricordando quanto prescrive l’articolo 2 della ‘Carta dei doveri’ del giornalista non voglio ergermi a censore ma esclusivamente difendere il diritto di Grande Sud alla verità.

 

Giacomo Terranova, coordinatore provinciale e cittadino di Grande Sud a Palermo

 

(Salvatore Parlagreco) La satira ha bisogno dell’ironia, la politica del sarcasmo. Due mondi. Nell’articolo il gossip era presentato come tale,  le illazioni avvertite come illazioni, in modo inequivocabile. Vuol dire che oltre alle banane, l’Etna e il traffico, causa di guai per Johnny Stecchino, a Palermo vedono come fumo negli occhi il talento per il pesce fresco.