La soppressione dell’Esa (Ente sviluppo agricolo), la cui liquidazione è contenuta nella manovra correttiva approvata dal governo regionale, apre un “problema grande come un baratro”, su due fronti: la ricollocazione dei 1.300 lavoratori, tra tecnici, amministrativi e trattoristi. E la riattribuzione delle funzioni finora svolte dall’ente-carrozzone, di assistenza tecnica, meccanizzazione agricola, manutenzione delle dighe e servizi all’agricoltura, in generale. A dirlo è la Cisl Sicilia, all’indomani della decisione annunciata da palazzo d’Orleans, di liquidazione dell’istituto.
Il sindacato guidato da Maurizio Bernava, con una nota chiede al governo regionale “che convochi rapidamente tutte le parti interessate, lavoratori e imprese del settore, attorno a un tavolo che dia risposte al duplice problema”. Anche perché, puntualizza Armando Zanotti, della segreteria regionale Cisl, “l’assistenzialismo non può essere una soluzione. Il sindacato non l’accetterebbe”. Così come non può accettare “soluzioni paternalistiche e unilaterali che non fanno proprie – sottolinea Bernava – le istanze dei lavoratori e del settore agricolo,” che rappresenta un terzo del prodotto interno lordo regionale. Da qui anche il dito puntato contro le generiche “pseudo-rassicurazioni” dell’assessore regionale al Bilancio, Roberto Di Mauro, che un paio di giorni fa ha reinviato a un “futuro e indefinito decreto del presidente della Regione”, la soluzione del nodo occupazionale legato alla soppressione dell’Ente di sviluppo agricolo.
“Anche con la liquidazione dell’Ente di sviluppo agricolo, il governo tutelerà il personale, sia quello a tempo indeterminato che stagionale. Lo prevede la manovra approvata in giunta perché pensiamo che questo personale sia una risorsa che può ancora essere ben impegnata”, risponde Di Mauro. Il personale a tempo indeterminato confluirà nella Resais, mentre le modalità di utilizzo del personale impegnato con contratti stagionali o temporanei, in essere nel 2008, saranno disciplinate da un decreto del presidente della Regione. “Sono pronto – continua l’assessore – a incontrare i lavoratori e i sindacati per dare tutte le rassicurazioni necessarie: il futuro occupazionale di questi lavoratori non è in discussione e manterranno tutti i diritti fin qui acquisiti, anche se verranno impiegati da un soggetto diverso, ma sempre sotto il controllo della Regione. La settimana prossima inviterò i sindacati per informarli dei passi mossi dal governo. La decisione di liquidare l’Esa – conclude Di Mauro – rientra nell’opera di risanamento e razionalizzazione della spesa pubblica regionale, nella convinzione che questo ente rientra tra quelli che hanno ormai esaurito la loro missione istituzionale e non hanno più ragione di essere mantenuti in vita”.
"In tema di Enti pubblici a partecipazione regionale, questo governo opera in grande confusione perdendo di vista gli obiettivi strategici di risparmio e di efficienza. Invece di sopprimere Enti che sono risultati macchinette mangiasoldi e carrozzoni clientelari, con bilanci in perdita, decide di sopprimere l’Esa che ha operato un perfetto pareggio di cassa e che sta operando concretamente per il rilancio della agricoltura in Sicilia", commenta Salvino Caputo, presidente della commissione parlamentare Attività Produttive, che questa mattina ha incontrato il Presidente dell’Esa Roberto Materia e una delegazione dei lavoratori che hanno occupato per protesta gli Uffici di Agrigento e di Palermo. “La soppressione dell’Ente di Sviluppo Agricolo – ha affermato Salvino Caputo – non soltanto non determinerebbe alcun risparmio per la Regione, in quanto le somme assegnate vengono destinate esclusivamente al funzionamento dell’Ente e per le attivita’ di meccanizzazione agricola. E poi che senso ha cancellare un Ente virtuoso che sta determinando successi per l’Agricoltura quando almeno 22 Enti regionali con bilanci in rosso e con assunzioni clientelari vengono salvati e anzi potenziati dalla Regione con finanziamenti e coperture di bilanci”.
