Ricordate l’avvocato Taormina? Colui il quale, fino a qualche tempo fa, era costantemente a fianco del Premier?
Bene, ora, in qualche modo, sembra essersi stancato di tenere tutto in pancia e, in un’intervista pubblicata il 30 gennaio su Area Genova a firma di Alessandro Giglioli, l’avvocato si toglie qualche sassolino dalle scarpe.
«Conosco bene il modo con cui Berlusconi chiede ai suoi legali di fare le leggi ad personam – si legge nell’intervista – perché fino a pochi anni fa lo chiedeva a me. E, contrariamente a quello che sostiene in pubblico, con i suoi avvocati non ha alcun problema a dire che sono leggi per lui. Per questo oggi lo affermo con piena cognizione di causa: quelle che stanno facendo sono norme ad personam».
Parole grosse, certamente, che difficilmente possono trovare una conferma. Secondo l’avvocato Taormina il premier punterebbe a diventare presidente della Repubblica attraverso una strategia che dovrebbe già avere in mente.
“Penso che appena sistemate le sue questioni personali, diciamo nel 2011, Berlusconi andrà alle elezioni anticipate – si legge ancora nell’intervista – gli conviene farlo finché l’opposizione è così debole, se non inesistente. Così vince un’altra volta e può aspettare serenamente che scada il mandato di Napolitano, fra tre anni, e prendere il suo posto».
E, almeno secondo quanto dichiarato e apparso sull’articolo di Area Genova, ci sarebbe anche una precisa strategia dietro tutto il tam tam legato alla giustizia.
Ecco un estratto dell’intervista apparsa su Area Genova:
«Iniziamo dal processo breve: si tratta solo di un ballon d’essai, di una minaccia che Berlusconi usa per ottenere il legittimo impedimento. Il processo breve è stato approvato al Senato ma scommetterei che alla Camera non lo calendarizzeranno neanche, insomma finirà in un cassetto».
E perché? «Perché il processo breve gli serve solo per alzare il prezzo della trattativa. A un certo punto rinuncerà al processo breve per avere in cambio il legittimo impedimento, cioè la possibilità di non presentarsi alle udienze dei suoi processi e di ottenere continui rinvii. Guardi, la trattativa è già in corso e l’Udc, ad esempio, ha detto che se lui rinuncia al processo breve, vota a favore del legittimo impedimento?».
E poi che succede? Che c’entra il Lodo Alfano bis? «Vede, la legge sul legittimo impedimento è palesemente incostituzionale, e quindi la Consulta la boccerà. Però intanto resterà in vigore per almeno un anno e mezzo: appunto fino alla bocciatura della Corte Costituzionale. E Berlusconi nel frattempo farà passare il Lodo Alfano bis, come legge costituzionale, quindi intoccabile dalla Consulta».
Che la politica sia un gioco di strategie questo è sicuro. Che, soprattutto la sinistra, levi proteste contro una riforma della giustizia considerata un escamotage per “salvare” Berlusconi è cosa certa. Ma non è altrettanto certo che questo sia davvero l’obiettivo del cavaliere. Per vedere se le parole dell’avvocato Taormina siano state veritiere o meno si dovrà attendere qualche anno ancora. Come dire: chi vivrà vedrà.
