Salvatore Parlagreco

E’ fatta, Fabrizio Ferrandelli ottiene il sostegno dell’area maggioritaria del Partito Democratico, che fa capo a Antonello Cracolici, presidente del Gruppo parlamentare Pd all’Ars, e Beppe Lumia, senatore ed ex presidente della Commissione nazionale antimafia. Entro breve l’intesa sarà formalizzata e Ferrandelli parteciperà alle primarie che si svolgeranno il 26 febbraio a Palermo.

 

 

L’intesa è stata raggiunta all’indomani del definitivo passo indietro compiuto da Lumia, che avrebbe dovuto sfidare Rita Borsellino, Davide Faraone e Ninni Terminelli alle primarie. Ferrandelli ha guidato il gruppo consiliare dell’Italia dei valori del comune di Palermo. Clamorosa la sua rottura con Leoluca Orlando, quando l’ex sindaco decise di scendere in campo e di non partecipare alle primarie del centrosinistra perché avrebbe dovuto concorrere con candidati disposti ad alleanze con il Terzo Polo.

 

Rita Borsellino, invitata dalla segreteria regionale (e nazionale) del Pd a candidarsi, ha sostanzialmente proposto la stessa linea politica, suscitando la contrarietà di Cracolici e Lumia, sostenitori dell’alleanza con i centristi e Raffaele Lombardo, scelta dalla direzione del Pd.

 

Ferrandelli è stato finora il candidato dei movimenti. Ora è anche il candidato di una folta area del Partito Democratico.  

 

La provenienza politica di Ferrandelli, Italia dei Valori, aveva reso finora improbabile l’intesa politica, tanto che si era parlato semmai di un avvicinamento fra l’area maggioritaria del Pd e Davide Faraone, sponsorizzato dai rottamatori di Renzi e propenso al patto con il centro.

 

Ora si attendono le contromosse di Orlando e di Alfio Foti, per conto di Rita Borsellino. C’è chi immagina un’alleanza, in zona Cesarini, fra Leoluca Orlando e Rita Borsellino, che hanno le stesse idee politiche. Non basta, c’è una poltrona per due. Rita o Leoluca dovrebbero fare un passo indietro.

E Davide Faraone? La sua posizione si è fatta difficile, indubbiamente.

 

Nel Terzo Polo, infine, pare che si sia alla vigilia di una ricomposizione. Uscito, ma non troppo, Roberto Lagalla, e non volendo puntare su altri nome provenienti dal Pdl (Simona Vicari e Francesco Scoma), i centristi avrebbero concrentrato la loro attenzione su Caterina Chinnici, magistrato ed assessore regionale.