Salvatore Parlagreco

La Sicilia ha fatto da battistrada. L’area ex AN nell’Isola è organizzata, ha una sua struttura di fatto, con portavoce, riferimenti politici ed altro. Ha anche una sua politica che è diversa da quella del Pdl ufficiale, e la porta avanti insieme con il nutrito gruppo del dissenso capitanato da Gianfranco Miccichè. Fabio Granata e Carmelo Briguglio, i leader dell’area ex AN, hanno progetti e propongono soluzioni. Soprattutto non si sentono rappresentati dal vertice del partito in Sicilia.

 

Questo schema si ripete, in misura minore e con caratteristiche diverse un poco ovunque, specie nelle regioni meridionali e segnatamente in Campania, dove Italo Bocchino ha alzato le barricate contro il coordinatore regionale Cosentino, per il quale la magistratura aveva chiesto l’arresto (negato dalla giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera).

 

Sia Bocchino, quanto Granata e Briguglio sono finiani di ferro. Alla vigilia delle regionali l’area forzista del Pdl comincia perciò a prendere atto che dovrà affrontare due avversari, uno esterno e l’altro interno. A parte la struttura finiana, infatti, i leaders dell’ex area AN sono organizzati ovunque e contendono il risultato elettorale agli uomini di Forza Italia. C’è la preoccupazione perciò che dalle urne i forzisti escano sconfitti e che il partito di fatto finisca nelle loro mani.

 

Berlusconi leader incontrastato con il Pdl conquistato dagli ex AN: una prospettiva che non piace ai fondatori di Forza Italia, alcuni dei quali si sentono mancare il terreno sotto i piedi. Forza Italia, infatti, non ha mai dovuto affrontare problemi di concorrenza interna; per evitarli fu stabilito con rogito notarile che ad AN sarebbero aspettati non più del 30 per cento degli incarichi, poltrone e poltroncine. E questo al fine di stabilire le proporzioni.

 

Ora quel 70/30 è andato in soffitta. Impossibile pretendere il rispetto di numeri, si correrebbe il rischio di mantenere una corrosiva separatezza fra le due componenti.

 

E allora?

 

Rimane una sola alternativa: organizzarsi, così come hanno fatti i capicorrente di AN con le loro fondazioni. E questo sta avvenendo fra le fila dell’ex area di Forza Italia.