Il ‘branco’. Cosi’ Ignazio La Russa parla dei colleghi di partito del Pdl in un’intervista a ‘La Stampa’ e spiega che, dopo l’indagine aperta su Denis Verdini, "Berlusconi non ha visto attorno al coordinatore quella solidarieta’ che si aspettava.
Il ministro della Difesa spiega i malumori del ‘branco’ attorno a Verdini attribuendo le tensioni al ruolo di selezionatore delle liste del coordinatore Pdl: "Quando ci sono le elezioni le fibrillazioni sono inevitabili, specie quando si tratta di decidere chi deve entrare nei listini. Ciascun ministro, deputato ed esponente di partito spera di poter indicare le persone che considera meritevoli. Ma i posti a disposizione sono quelli che sono, il grande non puo’ stare nel piccolo…".
"Se a questo -prosegue La Russa- si aggiunge la persecuzione giudiziaria che finora ha riguardato solo Berlusconi e che come un faro ora si allarga fino a coinvolgere sia Verdini che Bertolaso, e’ chiaro che possono emergere tensioni nel branco. Nella componente ex An bene o male abbiamo meccanismi di equilibrio molto piu’ semplici e consolidati, anche se non meno dolorosi. Tra gli ex di Fi la scelta e’ piu’ complessa e i malumori si scaricano su Verdini che e’ il filtro tra Berlusconi e il resto del partito, mentre prima in Fi molti erano abituati al rapporto diretto con il leader. Verdini fa un lavoro elevatissimo dal punto di vista qualitativo e quantitativo. Poi ci sono quelli che arrivano e mettono lingua, quelli che Tatarella definiva i pittori della domenica. Poi vedo uno stillicidio che non mi piace da parte di alcuni amici ex Fi: per attaccare Denis attaccano me".
