Salvatore Parlagreco

Se c’è un tempo per ogni cosa, la finzione del governo tecnico dovrebbe volgere alla fine. Non è mai stato un governo tecnico, perché i partiti della maggioranza sono rappresentati tutti quanti. Il dosaggio, magari, è vecchio, stantio e non piace all’Udc, perché non è adeguatamente rappresentato. E siccome nessuno di quelli che stanno giocando la partita – quella vera, sanguigna e senza se e ma – non si sogna nemmeno di mettersi di traverso, Raffaele Lombardo ne prende atto e fa quel che deve, un aggiustamento, quanto basta per spazzare via l’ultima questione che resta al Terzo polo, più che mai “in sella” dopo una lunga melina buona per imbambolare i gonzi.
Fabio Granata, vice coordinatore nazionale del Fli, ha ricevuto l’incarico di calare il sipario. Non è un colpo di teatro, ma una presa d’atto: il Terzo polo “viaggia” verso il governo politico e per compiere il tragitto non deve scomodarsi nemmeno di salire su una nuova diligenza. Il governo tecnico, con piccoli ritocchi, può fregiarsi del diritto di definirsi politico.

Il Pd si macera attorno a questa “legittima” impostura, incaricata di giustificare ogni cosa e il suo contrario: il rispetto degli elettori che hanno votato una maggioranza di centrodestra, l’assemblaggio di forze eterogenee come Fli e Pd, il dissenso muscolare interno al Pd, infiltrato dai pasdaran anti-Lombardo.

“Fli in Sicilia e’ impegnato responsabilmente a rilanciare l’azione del Governo Lombardo attraverso l’apertura di una nuova fase e di un nuovo esecutivo, con una natura marcatamente politica”, annuncia Fabio Granata, e anticipa le mosse del Terzo Polo per le prossime amministrative a Palermo e negli altri 149 comuni siciliani:"Si tratta di un test importantissimo per delineare, o rafforzare, alleanze in vista delle politiche del 2013”.

Quali? Il Terzo Polo “inizia una partita decisiva certamente in alternativa al Pdl e ai suoi alleati. A Palermo e nel resto delle città siciliane. Ad iniziare proprio da Palermo, Futuro e Liberta’ vuole costruire con Mpa, Udc ed Api alternative radicali al fallimentare governo di centrodestra che ha affossato la Capitale dell’Isola”.

La road map è tracciata. Ora sta agli altri, il Pd e Grande Sud, decidere che cosa faranno da grandi. ;a,. a giudicare dai toni, i centristi sono preparati a una corsa “solitaria” ed a misurarsi, quindi, sia con il centrosinistra quanto con il centrodestra, l’uno e l’altra assai provati.

Il Pdl non si raccapezza più, al pari del Pd, seppure per ragioni diverse: il primo, a causa della lentezza con cui sta elaborando il lutto e le oggettive difficoltà di trasformare un partito a conduzione familiare in una spa quotata in borsa; il secondo, a causa delle divisioni interne.

La sorpresa vera è che sia toccato al Fli, ed a Fabio Granata in particolare, l’ouverture. E’ segno che sono state superate tante “incomprensioni” e che si sia voluto dare proprio ai finiani, il privilegio di aprire le danze in Sicilia. Si tratta della “gamba” incaricata di reclutare la destra moderata e condurla al “centro”, quella che ha dato fuoco alle polveri in Sicilia prima ancora che a Roma all’interno del Pdl. Niente a che vedere con Forza del Sud di Gianfranco Miccichè, scissionista berlusconiano: “il Fli è alternativo al centrodestra e non torna indietro”, avverte Granata.

Perché, infine, è toccato a lui nel Fli, rompere gli indugi? Non è essenziale conoscere la risposta, ma possiamo provare a indovinare: Fabio Granata è un personaggio unico nel panorama politico siciliano: dice cose di sinistra stando a destra, secondo alcuni; dice cose di destra con un linguaggio di sinistra, secondo altri; è il pronipote dei fascisti di sinistra, secondo altri ancora. Sciocchezze. Granata interpreta una destra moderna, che si è impadronita dei temi del suo tempo e le declina come meglio ritiene. A causa di ciò, subisce critiche feroci e fa a cazzotti con l’altra destra. Forse ha anticipato i tempi, di sicuro testimonia una caratteristica del nostro tempo, la caduta di “dogane”, assai remunerative per i doganieri, ma svantaggiose per il resto del mondo.