Stefania Brusca

Sono arrivati puntuali a piazza Duomo gli aquilani che parteciperanno oggi alla "rivolta delle carriole", organizzata per sgomberare il centro storico dalle macerie del terremoto del 6 aprile 2009. Sono circa 300 al momento, ma solo in 45, in gruppi di 15, potranno raggiungere piazza Palazzo, in piena "zona rossa", in base a quanto previsto da un’ordinanza del sindaco, Massimo Cialente.

 

Al di là dell’intento di protestare contro i ritardi nei lavori di sgombero per restituire il centro storico alla città, oggi all’Aquila il clima è di festa: ci sono intere famiglie, promotori dei comitati cittadini, palloncini. A svegliare gli aquilani, questa mattina, un sms che recitava, in dialetto, "sveglia, rizzete e vé a lavorà con noi pé sgombrà L’Aquila dalle macerie". Una ventina sono le carriole finora presenti in piazza Duomo dove campeggia un grosso cartello con la scritta "le macerie – selezione in loco – riutilizzo – L’Aquila di ieri per L’Aquila di domani".

 

Chi non ha l’elmetto di protezione, perché sa di non poter raggiungere piazza Palazzo, indossa un berretto di carta da muratore con la scritta "L’Aquila rinasce dalle sue macerie". Poco distanti alcuni raccolgono firme per chiedere la "tassa di scopo". "Vogliamo dire a Berlusconi – spiega il direttore dell’Accademia delle Belle Arti, Eugenio Carlomagno, presente tra i manifestanti – che così come è stato ben realizzato il Progetto Case, vogliamo uno sforzo ulteriore per il centro storico dell’Aquila.