Dario La Rosa

"A Termini Imerese deve restare la produzione di automobili e ci opponiamo a qualunque ipotesi di vendita di stoviglie o lampade da tavolo. Su questo la Regione non molla. Il patrimonio di alta professionalita’ che negli anni si e’ consolidato a Termini Imerese non puo’ essere disperso".

Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, dopo aver partecipato con l’assessore regionale alle Attivita’ Produttive, Marco Venturi, al tavolo tecnico sulla questione dello stabilimento Fiat di Termini Imerese che si e’ svolto nella sede del ministero dello Sviluppo Economico.

"Abbiamo ribadito in questa sede la volonta’ della Regione Siciliana di investire 350 milioni per le infrastrutture del sito industriale e il potenziamento dello stabilimento Fiat e l’attivazione di misure che consentano sgravi sul costo del lavoro e l’accesso al credito di imposta. Tutto questo – ha proseguito Lombardo – sara’ messo nero su bianco entro 10 giorni". Secondo il presidente della Regione si partira’ da due punti fermi: "il primo e’ il mantenimento della produzione di autoveicoli a Termini. Il secondo e’ la garanzia dei livelli occupazionali che devono essere mantenuti, se non aumentati. Ecco perche’ contestiamo il piano industriale che prevede invece l’abbandono di Termini da parte della Fiat".

"Oggi la Fiat ha ancora una volta ribadito – ha detto l’assessore regionale alle Attivita’ Produttive, Marco Venturi – la volonta’ di andare via dalla Sicilia. Ha tuttavia manifestato la sua disponibilita’ a collaborare ad eventuali soluzioni alternative, mettendo a disposizione l’impianto industriale". "Noi ci auguriamo di riuscire a far cambiare idea al Lingotto. Tuttavia se questo non fosse possibile confidiamo che Fiat, poiche’ dice di non temere l’eventuale insediamento in Sicilia di un gruppo straniero, mantenga fede – ha concluso Venturi – agli impegni verbali e di fronte ad una proposta concreta metta a disposizione lo stabilimento ad un prezzo simbolico".

 

"La posizione della Fiat, che riconferma la chiusura dello stabilimento dal 2012, è inaccettabile". Lo dice il sindaco di Termini Imerese, Salvatore Burrafato, a margine del tavolo tecnico sulla Fiat in corso a Roma, al ministero dello Sviluppo economico. "E’ quantomeno sospetta la disponibilità di Fiat – aggiunge Burrafato – a collaborare per ricercare eventuali soluzioni alternative. Dietro c’é forse la volontà di bloccare la cessione dello stabilimento ad altri produttori di auto per mantenere il monopolio in Italia. Anche oggi Fiat ha tentato di far passare l’idea che i lavoratori possono essere accompagnati alla pensione". "Questo è davvero inaccettabile – conclude – perché la nostra comunità non solo vuole che si salvino i 2.200 lavoratori attualmente impegnati, ma che si garantiscano gli attuali livelli occupazionali per gli anni a venire".

 

"Gli incentivi al comparto automobilistico non interessano un solo soggetto, in questo caso la Fiat, ma tutte le case automobilistiche e le centinaia di medie e piccole aziende Italiane e piemontesi che producono componenti anche per case produttrici non italiane". Lo afferma Agostino Ghiglia, capogruppo PDL in Commissione Ambiente della Camera. "Chi lega il discorso degli incentivi solo alla permanenza della produzione FIAT a Termini Imerese sbaglia nella sostanza: il rapporto non può essere ‘risolto’ con un’unica controparte ma va affrontato tenendo conto di una realtà diffusa e diversificata. Siamo convinti che gli incentivi debbano servire a sostenere e rilanciare anche la produzione nazionale di veicoli ma non dobbiamo dimenticare che non esiste solo il prodotto finale bensì una filiera produttiva che impiega il triplo di dipendenti rispetto alla Fiat. Rilanciamo l’idea della produzione di veicoli elettrici in Italia. I veicoli elettrici sono già oggi un’alternativa di mercato ad alta tecnologia e a bassissimo impatto ambientale. La mozione approvata alcune settimane fa alla Camera e presentata dal sottoscritto sul finanziamento e la creazione di reti di distribuzione elettrica, potrebbe – conclude – andare nella direzione di favorire proprio la produzione di veicoli elettrici anche in Italia".

 

Si è svolto oggi, presso la sede di largo del Nazareno, un incontro di parlamentari e dirigenti del Pd con i sindacati ed una delegazione di lavoratori della Fiat di Termini Imerese e di Pomigliano. All’incontro hanno preso la parola rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil sia nazionali che dal territorio, numerosi parlamentari del Partito democratico impegnati nelle commissioni competenti e i segretari regionali del Pd siciliano e campano. Al centro dell’iniziativa, il tentativo di dare un contributo ad individuare soluzioni urgenti per il futuro delle attività produttive dell’azienda. "E’ stato un incontro molto utile e la tappa di un percorso che abbiamo intrapreso come Pd – ha commentato il responsabile Economia e Lavoro della segreteria nazionale del Pd, Stefano Fassina -. Termini Imerese e Pomigliano vanno poste con forza come grandi questioni nazionali e come l’ennesima prova dell’atteggiamento del governo nei confronti del Mezzogiorno". "Deve essere chiaro che il vero dramma per il Paese – ha detto ancora Fassina, concludendo l’incontro – non è solo la mancanza di coerenza nell’atteggiamento nei confronti dell’azienda, ma il fatto che il governo sia passivo in tema di politica economica e privo di un’idea propulsiva dell’intervento pubblico". "Del resto – ha concluso Fassina – gli oltre 200 tavoli di crisi aperti al ministero dello Sviluppo economico dimostrano come il governo si limiti ad inseguire le emergenze e quanto sia privo di una politica industriale utile all’economia e all’occupazione". Al termine dell’incontro, Fassina ha lanciato l’appuntamento della Conferenza sul Lavoro, organizzate dal Pd per il 13 marzo prossimo.