Intervistato oggi sul Foglio da Claudio Cerasa, il sindaco di Roma Gianni Alemanno parla del dopo Silvio Berlusconi e dice che nella squadra che dovra’ un giorno trovare un successore del presidente del Consiglio ci vuole essere: ”Bisogna fare un discorso sincero. Chiunque faccia parte del Popolo della liberta’ non deve aver paura ad ammettere che il Pdl non e’ un progetto reversibile, costruito su una o due persone, ma e’ una necessita’ storica che deve procedere anche prescindendo da leadership. Senza volere essere troppo provocatori, io credo che il Pdl possa esistere senza Fini e sono convinto che il Pdl potra’ esistere, e anzi dovra’ esistere, anche senza Berlusconi”. ”Sarebbe sciocco -spiega Alemanno- credere che un giorno, quando accadra’, saremo in grado di trovare un Silvio Berlusconi che sostituisca Silvio Berlusconi. E’ impossibile. Il famoso dopo Berlusconi, che prima o poi arrivera’, non sara’ governato da una persona singola: non potra’ essere cosi’. Ma sara’ governato da un gruppo di dieci o venti dirigenti, da una squadra che si distribuira’ tra partito e istituzioni mantenendo una forte unita’ progettuale. Ebbene, non ho problemi a dirlo: mi piacerebbe moltissimo far parte di quella squadra che scrivera’ il dopo Berlusconi”.
”Da tempo sostengo che una pace duratura tra Fini e Berlusconi sia possibile e sono convinto che una sintesi verra’ trovata presto. Ma il modo piu’ indicato per migliorare il clima nel nostro partito credo sia quello di fare preso una cosa molto semplice: un congresso in cui le posizioni che stridono tra di loro riescano a essere finalmente armonizzate. Oppure, nel caso contrario, che si dividano una volta per tutte, in una maggioranza e un’opposizione. Solo questo, a mio avviso, puo’ creare una stabilita’ duratura nel nostro partito”. Lo dice il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, in un colloquio con ‘Il Foglio’. ”Solo un congresso -insiste- puo’ costringere i massimi vertici del Pdl a mettere tutte le carte sul tavolo e a iniziare a lavorare con serenita’ per arrivare preparati al 2013. Quando fare il congresso? Presto, prestissimo: certamente entro i primi sei mesi del 2011, non dopo”.
”Sono molto affascinato dal tremontismo e sono molto colpito dal pensiero politico del ministro dell’Economia. E’ impressionante: nei suoi libri mi ritrovo quasi al cento per cento. E non ho difficolta’ a dire che sia lui oggi il punto di sintesi culturale del Pdl. Se Berlusconi e’ l’indiscusso capo politico del nostro partito, Tremonti ne e’ il leader progettuale: mette insieme i valori della liberta’ e dell’identita’, temi tipicamente di destra, con la concretezza dell’economista. Davvero notevole”. E’ quanto afferma il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, in un colloquio con ‘Il Foglio’. Il primo cittadino della Capitale parla anche delle diverse posizioni all’interno del partito: ”Io, in questo momento di spaccatura del Pdl, ho scelto di stare dalla parte di Berlusconi. Ma se devo fare autoanalisi, confesso che mi sento berlusconiano nella cultura del fare mentre posso dire di sentirmi meno lontano da Fini per quanto riguarda il rispetto dell’unita’ nazionale e per l’attenzione al senso dello Stato e al valore delle istituzioni”. ”Non mi sento berlusconiano, invece -sottolinea Alemanno- per certe concessioni alla cultura consumistica, mentre non mi sento finiano per troppe rotture progressiste fatte da Fini in questi anni: penso all’immigrazione, penso alla bioetica e penso a tutti quei temi che fanno emergere una politica piu’ giscardiana che gollista. E credo che questo tipo di destra appartenga piu’ al passato che al futuro dell’Europa”.
Dopo il Congresso, le primarie del Pdl per la scelta dei candidati del Pdl, anche per quello premier. E’ la proposta di Gianni Alemanno intervistato oggi sul ‘Foglio’. ”Se non vogliamo diventare un partito cristallizzato su precari equilibri correntizi -avverte il sindaco di Roma- occorre che il nostro popolo adotti uno strumento che un po’ invidio all’opposizione: le primarie. Bisogna vincere le paure e avere il coraggio di convocarle. Per le elezioni dei governatori. Per le elezioni ai sindaci. Per i collegi uninominali. Magari un giorno anche per la presidenza del Consiglio, non so”. ”Insomma -aggiunge Alemanno- per tutte quelle candidature monocratiche incui i cittadini hanno bisogno di non sentirsi esclusi dalle scelte politiche”.
”Alemanno dice che e’ possibile una pace duratura tra Fini e Berlusconi. Io preferisco usare la parola equilibrio al posto di pace. Scelgo la parola equilibrio, perche’ sono cambiate le coordinate complessive che hanno reso possibile l’accordo fondativo del Pdl. Ora c’e’ l’assoluto bisogno di raggiungere e consolidare un nuovo equilibrio interno e a questo servira’ un Congresso nazionale”. Il senatore Andrea Augello, sottosegretario alla Funzione pubblica e finiano doc, condivide la proposta lanciata da Gianni Alemanno di fare un Congresso nazionale al piu’ presto, ma invita a non impiccarsi sulla data, perche’ l’importante e’ ”capire a cosa servono queste assise”. ”Francamente -dice Augello all’ADNKRONOS- fare un Congresso nel 2011 o 2012, sei mesi prima o dopo, non cambia molto. L’importante e’ applicare le regole dei partiti e fare in modo che le gerarchie vengano selezionate dal basso verso l’alto e non piu’ per cooptazione. Adesso -insiste- occorre trovare un nuovo e duraturo equilibrio e dare legittimazione alle rappresentanze di tutti i partiti”.
”Un Congresso nazionale al piu’ presto? E’ quello che sosteniamo noi. All’ultima Direzione nazionale del partito il presidente Berlusconi ha annunciato un Congresso, spero che venga convocato presto. Ovviamente questa convocazione deve avvenire con tempi e modalita’ che garantiscano il massimo del pluralismo e della democrazia interna”. Cosi’ Italo Bocchino, vicepresidente del gruppo alla Camera del Pdl e presidente di ‘Generazione Italia’, commenta all’ADNKRONOS la proposta lanciata dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, di fare un Congresso nazionale del Popolo della liberta’ entro la prima meta’ del 2011.
”Per cultura personale ritengo che i Congressi non siano solo auspicabili, ma assolutamente necessari. Certo, arrivare a un Congresso nel primo semestre 2011 non deve portare a un redde rationem. Deve essere una grande assise per rilanciare l’idea originaria del Pdl, quella di un grande partito con un forte ancoraggio in Europa e nella famiglia dei popolari europei”. Giuseppe Castiglione, coordinatore regionale del Pdl Sicilia e presidente dell’Upi, accoglie con favore la proposta lanciata dal sindaco Gianni Alemanno di celebrare un Congresso nazionale entro il 2011 anche per favorire la pace tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. ”Il Congresso -dice all’ADNKRONOS il coordinatore del Pdl siciliano, presidente della Provincia di Catania- deve essere anche l’occasione per elaborare nuove strategie di fronte alle tante emergenze di carattere sociale, economico e politico. Siccome un Congresso deve essere fondato sul confronto interno, non puo’ che aiutare a svelenire il clima tra Berlusconi e Fini”.
