La Procura della Repubblica di Catania ha aperto un’inchiesta conoscitiva sui contenuti dell’articolo del Corriere della sera che parla dell’esistenza, scoperta su Internet, di un presunto "libro mastro dei favori" che sarebbe riferibile al presidente della Regione Siciliana e leader del Mpa, Raffaele Lombardo. Lo si apprende da fonti qualificate. Il fascicolo è aperto, allo stato, soltanto per verificare se sussistano ipotesi di reato ed è senza iscritti nel registro degli indagati. Le indagini sono state delegate alla polizia postale.
E’ la seconda inchiesta conoscitiva che la magistratura etnea avvia dopo segnalazioni di stampa: la precedente riguarda un servizio trasmesso su La7, durante il programma Exit, sul ruolo di alcuni patronati di Catania e della loro vicinanza al Mpa durante la campagna elettorale per le politiche del 13 e 14 aprile scorsi.
Anche per questo fascicolo, al momento, non ci sono ipotesi di reato configurate né iscritti nel registro degli indagati.-
"La Sicilia che emerge dall’articolo pubblicato oggi su Il Corriere della Sera non è quella di cui andiamo fieri", afferma Tonino Russo, vice segretario regionale del Partito democratico siciliano. "Se fosse confermato quanto scritto – aggiunge l’esponente del Pd – saremo dinanzi alla certificazione di una Sicilia premoderna e feudale che affonda le radici in un sistema di consenso politico che speravamo fosse archiviato. Serve che su vicende come questa e come quella denunciata nei giorni scorsi dalla trasmissione Exit di La 7 sia fatta piena luce".
"Tutto questo ci deve comunque far riflettere – conclude Russo – e ci obbliga a tenere alta l’attenzione su un modo di concepire la politica come favore che non ci appartiene, che condanniamo e
