Sarà una diarchia Bossi-Berlusconi, come profetizza il Corriere della Sera, ma la Lega non sta certo alle dipendenze del Premier. Bossi gli riconosce un ruolo importante nella battaglia contro la pedofilia e la famiglia trasversale – dove l’avrà pescata questa idea – ma i suoi uomini non gli concedono di spadroneggiare, anzi. Quando c’è da prendere posizioni, nessun indugio: prima viene l’istituzione e poi il resto. Il ministro dell’Interno Maroni non ci ha pensato due volte a smentire i capigruppo parlamentari del Senato e della Camera, Gasparri e Cicchitto, sull’ormai celebre disputa sul numero dei partecipanti alla kermesse di Piazza San Giovanni a Roma. Il Viminale difende il capo della Questura, Giuseppe Caruso, senza “se” e senza “ma”. ”Si sta alimentando uno scontro che non esiste – dice il ministro Maroni in una intervista al Corriere della sera –. Questo e’ un autogol clamoroso, soprattutto in materia di comunicazione", osserva Maroni, indispettito. "Al Viminale ci sono persone serie, i dati forniti sono sempre reali”. Una posizione che trova conferma anche nelle parole del portavoce di Maroni, il quale precisa, ove ci fosse bisogna, che "Il titolare del Viminale e’ dalla parte del questore”.
Gasparri aveva dato del bugiardo al questore e promesso poi “sorprese clamorose” per il questore Caruso, accusato di essere stato il braccio destro di Marrazzo, “colui che intratteneva trans con i soldi pubblici e la cocaina”. Imperdonabile per Gasparri la fuoriuscita di notizie non vere sul numero dei partecipanti, che secondo Gasparri erano un milione e non 150 mila.
La “lezione” di stile impartita da Maroni è stata accolta dagli interessati con faticosa indulgenza. Polemica chiusa ma pervicace mantenimento delle opinioni. Che il numero dei partecipanti ad una manifestazione possa essere iscritta nel novero delle opinioni è singolare, ma che stavolta sia stato superato il segno in quanto ad arroganza è indubbio. Sono apparsi inaccettabili gli insulti e gli avvrertimenti al questore.
”Manteniamo ferma la nostra valutazione sulla manifestazione di sabato che deriva dalla conoscenza della piazza e dalla visione globale dei partecipanti. Indipendentemente dai paragoni calcistici del ministro degli Interni, su cui ognuno conserva la sua opinione, accogliamo l’invito allo stop sulle polemiche su questo tema”. Lo affermano in una dichiarazione congiunta i capigruppo del Pdl al Senato e alla Camera, Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto.
