Il ddl sulle intercettazioni approda in Sicilia. E’ una iniziativa del gruppo parlamentare del PD all’Ars, prima firma quella del capogruppo, Antonello Cracolici. Sulla carta dovrebbe passare perché il MPA ha espresso un giudizio negativo a Roma attraverso il suo leader, Raffaele Lombardo. Sarà interessante, invece, la scelta che farà il Pdl Sicilia che sulle questioni romane finora si è tenuta lontana. La pattuglia finiana del Pdl Sicilia, comunque, dovrebbe stare dalla parte del Presidente della Camera che ha considerato “irragionevole” insistere su una proposta legislativa che deve essere valutata con attenzione al fine di evitare che divenga, come molti suppongono, un bavaglio per l’informazione.
I lealisti del Pdl invece, dovrebbero avere le stesse posizioni romane. E L’Udc? Casini è stato netto su questo punto, dissenso totale. La Sicilia dovrebbe stare dalla sua parte e trovarsi, quindi, insieme a Mpa e PD dalla parte dell’approvazione della mozione. Il disegno di legge sulle intercettazioni è, in realtà, una questione totalmente romana, ma non è la prima volta che l’Assemblea regionale siciliana esprima con ordini del giorno o mozione un punto di vista autonomo rispetto al Parlamento nazionale. Conta dal punto di vista comunicazionale e politico. Il Partito Democratico ha presentato all’Assemblea regionale siciliana una mozione contro la ‘legge-bavaglio’, per ”impegnare il governo regionale a mettere in campo ogni iniziativa utile a impedire l’approvazione di una provvedimento che limita pesantemente la liberta’ di stampa e l’azione della magistratura”.
”La Sicilia – dice il presidente del gruppo Pd all’Ars, Antonello Cracolici – e’ in prima fila nel contrasto alla mafia e alla criminalita’ organizzata, e deve fare sentire la propria voce contro un progetto che soffocherebbe la portata dell’azione delle forze dell’ordine e dei magistrati, la liberta’ di stampa e il diritto dei cittadini ad essere informati". "Basta pensare – spiega – alle ultime operazioni antimafia per capire l’importanza delle intercettazioni che questa legge limiterebbe drasticamente, e basta ricordare le tante inchieste di stampa realizzate proprio in Sicilia, che hanno contribuito a far crescere il giornalismo italiano, per capire che la legge-bavaglio per certi aspetti avrebbe, nella nostra isola, effetti ancora piu’ profondi e pericolosi che nel resto d’Italia. Per questo – conclude Cracolici – il parlamento siciliano deve assumere una posizione chiara: mi auguro che questa mozione possa trovare un consenso trasversale fra tutte le forze presenti all’Ars”.
