Salvatore D'Anna

Misure incisive per ridurre la spesa regionale, sempre più fuori controllo. Luci e ombre, le prime poche, tante le seconde, quelle tracciate nell’audizione di questa mattina, in commissione Bilancio dell’Assemblea regionale siciliana, dal presidente delle sezioni riunite in sede controllo della Corte dei Conti per la Regione siciliana, Rita Arrigoni. Non è la prima volta che dalla magistratura contabile arriva una bocciatura ai conti dell’Isola. L’ultima era stata a settembre, quando la stangata era stata riservata al Dpef 2010-2013, bocciato poi dall’Assemblea regionale siciliana con il voto contrario del Pdl, che per questo atto fu fatto fuori dalla maggioranza che appoggia il presidente della Regione Raffaele Lombardo.

 

Il deficit regionale resta sempre elevato, legato a doppio filo all’aumento della spesa che di anno in anno la Regione non ha saputo frenare. Deficit strutturale, dunque, che per la magistratura contabile necessita di azioni rigorose. La Corte dei Conti esprime sì compiacimento per la riforma e gli interventi del governo sulla Sanità, prende atto degli interventi legislativi e attuativi di riforma e riorganizzazione strutturale, ma punta il dito sulle criticità del sistema, come le troppe società a partecipazione regionale e le quote detenute nelle società partecipate che però sempre più spesso hanno dei bilanci in perdita, l’incertezza delle entrate, l’emergenza Ato rifiuti, la gestione della formazione professionale, l’enorme mole di precari. La collaborazione con l’Ars, è stato detto dai magistrati contabili, è fondamentale per produrre leggi che vadano nella direzione del risanamento.

 

Si rischia intanto un altro mese di esercizio provvisorio. Il presidente Lombardo però assicura: “Credo che bilancio e finanziaria possano essere approvati in pochi giorni, ci sono tante categorie che non possono aspettare: edili, forestali, agricoltori e artigiani – ha detto -. Possiamo prenderci altri 15 giorni ma non di più; mi auguro che vengano incardinati già domani. Vediamo se riusciamo a fare qualcosa di agilissimo – ha aggiunto il governatore - altrimenti si affronta la materia in materia più organica, prendendoci una pausa con la proroga dell’esercizio provvisorio per tutto il mese prossimo”. Resta il fatto che la commissione Bilancio non ha finora ricevuto alcun documento da parte del governo, quindi nessuna Finanziaria può essere discussa a Palazzo dei Normanni.