Alessio Ferlazzo

All’indomani della svolta del Pdl in favore delle modifiche al ddl intercettazioni, i finiani confermano la loro disponibilità, anche se restano cauti e non parlano di accordo fatto. ”Prima vogliamo vedere il testo definitivo” del maxiemendamento, dicono in coro. Il senatore Andrea Augello, tra gli uomini più vicini a Gianfranco Fini, afferma: ”Mi sembra che la situazione sia abbastanza chiara. Devo vedere il testo finale dell’emendamento, ma sulla base delle anticipazioni ci sono tutti gli elementi per considerare alle nostre spalle ogni motivo di discussione. Mi pare di capire – assicura – che la situazione si avvii verso una soluzione”. Gli fa eco Italo Bocchino, vicepresidente del gruppo del Pdl a Montecitorio e tra i promotori di ‘Generazione Italia’: ”Aspettiamo i testi definitivi degli ultimi emendamenti, comunque mi sembra che ci siano dei passi avanti”. Boccia invece senza riserve l’accordo all’interno del Pdl sul disegno di legge il leader dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro, che annuncia battaglia in Parlamento e fuori, anche attraverso il referendum. ‘L’Italia dei valori – tuona – si oppone a qualsiasi legge che, con la scusa di riformare, tenda a bloccare le intercettazioni e impedisca ai cittadini di poter essere informati su quanto accade nelle segrete stanze del potere”. ”Quanto agli emendamenti dell’ultima ora – dice all’ADNKRONOS l’ex pm – da una parte c’è il tentativo maldestro di fare una legge che serva a bloccare le indagini e l’informazione, dall’altra parte”, ci troviamo di fronte a delle modifiche che ”sono soltanto una lavatina di faccia per raggiungere un obiettivo, che resta sempre quello: bloccare le indagini e il diritto di informazione, appunto”. Di Pietro avverte: ”Stiamo già raccogliendo le firme per altri referendum, vuol dire che aggiungeremo una quarta raccolta per abrograre questa legge sulle intercettazioni”. La presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, nota come sia stato ”il senso di responsabilità delle opposizioni, a consentire alla maggioranza di ”ripensare il testo sulle intercettazioni". "Se ci fossimo arresi alla forza – rimarca – il Senato avrebbe già approvato un testo del tutto inaccettabile. Io sono soddisfatta dei risultati che il nostro impegno in commissione e in Aula ha sinora prodotto. Mi auguro che la maggioranza – aggiunge – ora sia così lungimirante da proporre un testo migliore”. Critiche al ddl arrivano dal presidente dell’Anm, Luca Palamara, che commenta: "Dobbiamo riservarci di leggere il testo, indubbiamente ci sono dei miglioramenti, mi riferisco a quello relativo al termine, anche se il giudizio complessivo di fondo resta negativo". Mentre per il procuratore nazionale Antimafia, Piero Grasso, "se non ci sarà più il limite dei 75 giorni, come leggiamo sui giornali, il problema sarà risolto". Da parte sua il ministro della Giustizia Angelino Alfano , da Lussemburgo dove si trova per il Consiglio Ue giustizia, spiega a proposito del superamento del limite dei 75 giorni: "Noi abbiamo individuato un punto di equilibrio tra le esigenze delle indagini, l’esigenza della riservatezza a cui si abbina l’esigenza di non abusare dello strumento delle intercettazioni" su cui è auspicabile e possibile una condivisione in Parlamento "con chi ha a cuore la riservatezza dei cittadini". Riguardo invece alla norma sugli 007, Alfano ha chiarito che la decisione sull’opponibilità del segreto di Stato nel ddl intercettazioni e con quale modalità, se nel ddl o con un provvedimento a parte, verrà presa insieme al Copasir. In queste ore, ha affermato il Guardasigilli, "il sottosegretario Letta è in collegamento permanente con il Copasir e il presidente D’Alema". "Credo che questo lavoro produrrà un risultato condiviso", ha concluso Alfano. Per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta " lo stralcio della norma sul segreto di stato è ”la soluzione migliore perché consentirà di affrontare il problema nel quadro più ampio di una eventuale revisione della legge 124, anche sulla base delle conclusioni e delle proposte che verranno dalla Commissione per il segreto di stato che è ormai prossima a concludere i suoi lavori". "E lo faremo – conferma – d’accordo con il Copasir, nello stesso spirito di condivisione nel quale la legge è nata e con la quale è stata sin qui gestita. E’ la riprova – conclude – che quando alle inutili polemiche si sostituiscono la discussione e il confronto serio e responsabile, non è difficile arrivare ad una soluzione per tutti ‘accettabile’ o addirittura condivisa".