Alessandro Bisconti

Oltre due terzi degli italiani si dichiarano contrari al ddl in discussione al Parlamento che, se tramutato in legge, limiterebbe l’utilizzo delle intercettazioni da parte della magistratura e il divieto di pubblicazione sugli organi di stampa. Sono i dati che emergono da un’indagine dell’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis, diffusi alla vigilia della manifestazione promossa dalla Federazione Nazionale della Stampa. Il 67% dei cittadini intervistati esprime la propria contrarieta’ nella convinzione che i limiti all’uso delle intercettazioni previsti dal ddl potrebbero ostacolare in parte l’efficacia delle indagini della magistratura, mentre il 33% si dichiara favorevole per porre un freno alla violazione della privacy.

 

"Il dato di contrarieta’ rilevato – afferma il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento – risente di un clima di sfiducia crescente dei cittadini nella politica e di una sempre piu’ diffusa insofferenza nel Paese verso ogni forma di corruzione". Il dissenso verso il disegno di legge appare trasversale, anche se emergono chiare differenze in base alla collocazione politica degli intervistati: favorevoli al ddl, in ampia maggioranza, gli elettori del Pdl, nettamente contrari i sostenitori del centrosinistra, ma anche sei elettori su dieci della Lega.