Dario La Rosa

Il Governatore del Veneto Luca Zaia ha chiesto che l’Inno di Mameli venisse sostituito con il ‘Va’ pensiero’ di Verdi all’inaugurazione di una scuola nel trevigiano? "Balla colossale. Fosse vero -risponde l’esponente leghista in una intervista a La Repubblica’- sarebbe una cosa da impeachment. Lo dice un presidente di Regione che ha giurato sulla Costituzione. Vorrebbe dire che sono impazzito di colpo, per questo mi stupisco e mi offendo di fronte a certe dichiarazioni". E le accuse giunte dai ministri Ignazio La Russa e Andrea Ronchi?

"Sono uomini scafati, se si sono fatti fregare da una domanda perniciosa di un giornalista e’ meglio che si prendano un po’ di vacanze e si riposino il cervello. Ronchi e’ venuto da me la settimana scorsa: in ufficio c’era il tricolore". E poi, proprio stasera c’e’ la partita di esordio degli azzurri al mondiale sudafricano. "Certo. Se vinciamo i mondiali -risponde Zaia- stappo bottiglie di prosecco. Se veniamo eliminati, pero’, tifo Brasile: mio nonno, classe 1896, e’ nato la’". In ogni caso, Zaia sottolinea che non cambierebbe il tricolore: "sarebbe come spostare il crocifisso. La bandiera e’ un presidio nazionale e anche un logo, un brande che funziona benissimo all’estero. Mi riferisc o ai nostri prodotti".

 

Il ministro della Difesa Ignazio La Russa presentera’ un ddl "per disciplinare l’uso obbligatorio in determinate circostanze dell’Inno nazionale. Mi sembra una cosa semplice, come gia’ avviene per l’esposizione della bandiera che e’ regolata per legge, e in questo modo eliminiamo una occasione di discussioni". Lo ha annunciato La Russa arrivando a Milano all’assemblea di Assolombarda. Quanto alle polemiche sull’inaugurazione della scuola in Veneto, La Russa ha affermato che "sono stato accusato di essere tra quelli che ci ha creduto, invece non ho mai dubitato che Zaia avesse deciso lui di non far suonare l’Inno. Ho fatto bene perche’ infatti e’ stato suonato. Credo comunque che ci sia stata una sottovalutazione di quello che e’ uno dei momenti centrali delle cerimonie pubbliche": La Russa replica poi alle critiche arrivate dal centrosinistra ricordando che "quando da giovane cantavamo l’Inno da sinistra ci gridavano dietro ‘fascisti’. Sono contento che adesso si scandalizzino, ci hanno messo trent’anni per ricordarsi dell’Inno, adesso spero che non ci mettano altri trent’anni per imparare la parole".