"Sono lieto che il presidente Berlusconi nell’incontrare il presidente della regione siciliana Raffaele Lombardo abbia confermato la sua attenzione per la Sicilia e per i siciliani. E’ chiaro che si tratta di un rapporto di corretta cooperazione tra istituzioni che riguarda i principali problemi dell’isola: dai precari, ai rifiuti ed ai fondi fas". Il presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato, il siciliano Carlo Vizzini, commenta con favore l’incontro di questa mattina a Palazzo Grazioli anche se precisa che "questo non cambia la situazione politica siciliana che vede il Pdl nel ruolo di opposizione al governo presieduto da Lombardo".
"E’ stato soltanto un incontro istituzionale, e giudichiamo assolutamente positivo che il presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, affronti, per risolverli, alcuni temi scottanti dell’agenda politica siciliana". Lo afferma il co-coordinatore del Pdl in Sicilia, Giuseppe Castiglione, commentando l’incontro a Palazzo Grazioli tra il premier e il governatore Raffaele Lombardo. "Ben vengano gli incontri quando sono finalizzati a risolvere i problemi della Sicilia con la giusta attenzione del governo nazionale – osserva Castiglione – ma altra cosa è il giudizio sul terzo governo Lombardo, che resta nettamente critico. E negativo sarà quello sui prossimi che varerà: con questa media a fine legislatura ci saranno altri sei governi, e con lui noi saremo sempre all’opposizione".
"Gli attacchi di esponenti del Partito democratico al presidente Silvio Berlusconi per avere ricevuto il governatore Raffaele Lombardo sono offensivi, destituiti di fondamento e per questo li restituiamo al mittente". Lo afferma il co-coordinatore del Pdl in Sicilia, Giuseppe Castiglione. "Non si capisce del perché dell’inutile e gratuito attacco al premier – aggiunge Castiglione – forse non volevano che il governo nazionale abbia affrontato il problema dei precari siciliani; o non volevano la risoluzione con un provvedimento d’emergenze del problema di rifiuti nell’Isola, frutto di due anni di inattività dl governo Lombardo; oppure non volevano i fondi Fas". "Sul piano politico il Pd ha sostenuto queste presunte riforme all’Ars e il governo Lombardo, indicando anche assessori in giunta – osserva il co-coordinatore del Pdl – e allora abbia almeno il buon gusto di continuare a coccolare Lombardo così come hanno fatto in questi mesi. Continuando a manifestare orgogliosamente di avere fatto delle riforme la cui percezione é sfuggita ai cittadini, come quelle su rifiuti, sanità, burocrazia regionale e risorse idriche".
"La disastrosa situazione economico-finanziaria della Sicilia impone a qualunque governatore di dialogare con qualunque premier, a prescindere dalle posizioni politiche rappresentate in quanto, in Sicilia, senza i Fondi Fas salterebbe il precario equilibrio del bilancio della Regione". Lo dice il deputato regionale Cateno De Luca, dopo l’incontro fra Lombardo e Berlusconi. "L’autonomia politica della Sicilia – conclude – si difende prima di tutto mettendo a posto i propri conti, ed evitando così di essere costretti a fare gli autonomisti a fasi alterne e con il cappello in mano per ottenere quella questua dal governo centrale che ci consente di sopravvivere".
"Non posso che valutare favorevolmente l’incontro tra il premier Silvio Berlusconi e il presidente della Regione Raffaele Lombardo. Un’interlocuzione tra il governo regionale e quello nazionale non può che fare bene alla Sicilia come ripetiamo da mesi" Lo ha detto la presidente del gruppo Pdl Sicilia all’Ars, Giulia Adamo. "Mi fa piacere – ha proseguito – che anche Giuseppe Castiglione, dopo che per mesi ha auspicato una rottura totale del dialogo tra le due istituzioni, abbia finalmente dato la sua benedizione all’incontro. Ma questo improvviso cambiamento significa forse che i ‘gloriosi’ giorni dell’ortodossia volgono al termine? O siamo forse davanti a una nuova fase di lealismo esasperato?".
"Come volevasi dimostrare: Lombardo e Berlusconi si intendono come sempre. Soltanto una miope, se non sciocca, illusione ha fatto sperare a qualcuno dei Democratici di disarticolare il sistema di potere della destra siciliana". Lo afferma Orazio Licandro, della segreteria nazionale del PdcI – Federazione della sinistra. "Lombardo nel nome del suo potere si è rimangiato ‘la fine di Berlusconi’, mentre il povero Pd siciliano – aggiunge – e della sbiadita antimafia adesso deve raccogliere in fretta i cocci e darsi un nuovo profilo".
"Ancora una volta nonostante gli attacchi ed i voti contrari dei gruppi parlamentari dell’Movimento Per l’Autonomia al governo, il premier Silvio Berlusconi incontrando Raffaele Lombardo ha dimostrato un forte attaccamento per la Sicilia e grande senso di responsabilità istituzionale". Lo dice Salvino Caputo, presidente della Commissione Legislativa Attività produttive dell’Ars a seguito delle dichiarazioni sull’incontro tra il premier Silvio Berlusconi ed il governatore Lombardo. "Questo dovrebbe indurre il governatore Lombardo ad usare toni meno accessi nei confronti di un Governo che non ha mai smesso di avere attenzione verso la nostra Regione". "Mi auguro – ha continuato Caputo – che nessuno assegni ad un incontro istituzionale una valenza di carattere politica perché così non è. "L’incontro non è il viatico di Berlusconi al Lombardo quater. Il Pdl è – ha concluso Caputo – e continuerà a restare all’opposizione di un governo che ha messo in ginocchio una regione e che non ha fatto nulla per evitare l’aumento della disoccupazione e per evitare il blocco dei fondi comunitari facendo venire meno importanti risorse finanziarie".
"I vari portavoce di Cuffaro, Crisafulli, Firrarello, e tra loro in prima linea il senatore Enzo Bianco, non sapendo a che Santo votarsi per attaccare il progetto riformista del governo Lombardo sostenuto dal Pd, speculano, si arrampicano sugli specchi e fantasticano sull’incontro istituzionale tra i presidenti della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, e del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi". Lo afferma il presidente del Movimento per le autonomie a Palazzo Madama, Giovanni Pistorio. "Ed è strumentale anche l’attacco al nostro voto sulla manovra – aggiunge il senatore del Mpa – che è legato all’avere recepito nel maxi emendamento l’esigenza di salvaguardare il posto di lavoro di oltre 22mila precari degli Enti locali. Il resto – osserva Pistorio – sono chiacchiere e tentativi di indebolire un governo che sta cercando di rilanciare in Sicilia le politiche dello sviluppo e del lavoro e svecchiare, invece, le logiche clientelari e di assistenzialismo di un passato che speriamo non torni più".
