Il nome del premier, Silvio Berlusconi, e’ iscritto dall’8 marzo scorso nel registro degli indagati della procura di Trani per concussione e minacce all’ufficio dell’Agcom. Lo si apprende da fonti giudiziarie. La data di iscrizione non e’ irrilevante – secondo i ragionamenti di diversi penalisti – perche’ da allora decorrono, almeno in via teorica, i 15 giorni previsti dalla legge costituzionale n.1 del 1989 entro cui la procura deve inviare gli atti che riguardano il premier al giudice competente. La questione e’ stata di fatto sollevata dall’istanza che i legali del premier, Niccolo’ Ghedini, Filiberto Palumbo e Piero Longo, hanno depositato stamattina alla procura di Trani chiedendo ai pm di inviare gli atti a Roma.
Intanto, i legali del premier Nicolo’ Ghedini e Filiberto Palumbo hanno formalmente chiesto alla Procura di Trani di inviare per competenza gli atti relativi alla posizione del capo del Governo nell’inchiesta Rai-Agcom al Tribunale dei Ministri. Lo si e’ appreso al termine dell’incontro, durato circa un’ora e mezza tra i due penalisti e l’ intero pool che coordina l’indagine, compreso il procuratore Carlo Maria Capristo. Al termine dell’incontro i legali del premier non hanno voluto rilasciare alcuna dichiarazione.
”Come recita lo stesso regolamento del CSM, quest’ultimo puo’ prendere in esame ‘le relazioni conclusive delle inchieste amministrative eseguite dall’Ispettorato generale presso il Ministero della Giustizia’, e non pronunciarsi preventivamente sullo svolgimento di dette inchieste”, sottolinea ancora Napolitano nella sua dichiarazione. A loro volta, aggiunge il capo dello Stato, le ispezioni del ministero ”non possono interferire nell’attivita’ di indagine di qualsiasi Procura, esistendo nell’ordinamento i rimedi opportuni nei confronti di eventuali violazioni compiute dai magistrati titolari dei procedimenti”.
BERLUSCONI, CSM SCONFESSATO DA NAPOLITANO. ”Sono assolutamente sereno. Gli
italiani hanno capito benissimo che siamo davanti all’ennesima inchiesta basata sul nulla, all’ennesimo abuso di intercettazioni a tappeto, all’ennesima violazione del diritto alla privacy e di tutte le regole. L’iniziativa del Consiglio superiore, sconfessata dall’intervento del presidente Napolitano, e’ ancora una volta l’ennesima dimostrazione dell’uso intollerabile della giustizia per fini di lotta politica contro di noi”. E’ quanto afferma il premier Silvio Berlusconi parlando dell’inchiesta di Trani in un’intervista alTg2.
MANCINO: ISPEZIONE LEGITTIMA - "Il Comitato di presidenza del Csm non ha messo in discussione la legittima facoltà del ministro di inviare ispettori" alla procura di Trani; ma "ha anche precisato che nessuna ispezione può interferire nelle indagini giudiziarie". Così il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, replica al ministro della Giustizia, Angelino Alfano,che aveva accusato il Csm di violare la Costituzione per aver aperto una pratica sull’ispezione a Trani.
La risposta di Mancino è affidata ad una nota, in cui il vicepresidente spiega anche le ragioni per le quali la pratica sull’ispezione è stata affidata alla VI Commissione del Csm: "Abbiamo scelto la VI Commissione consiliare e non la I, come pure era stato richiesto, proprio per evitare di dare l’impressione di prendere posizione a tutela dei magistrati di Trani e contro gli ispettori ministeriali. Allo stato perciò – sottolinea Mancino – non siamo di fronte ad una pratica a tutela aperta in seguito ad una presunta ma inesistente lite contro gli ispettori".
CAPRISTO,LEALE COLLABORAZIONE CON ISPETTORI - "Perché non si alimentino fantasie, tengo a precisare che l’audizione di ieri sera (dinanzi agli ispettori inviati dal Guardasigilli Ndr) si è svolta in un clima di grande serenità e di leale collaborazione: non c’é nessuna contrapposizione". Lo ha detto al suo arrivo al palazzo di Giustizia di Trani il procuratore della Repubblica Carlo Maria Capristo. "Leale collaborazione – ha sottolineato Capristo rispondendo ad una domanda – significa rispetto delle regole da parte di tutti".
Intanto i legali del premier Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini e Filiberto Palumbo, saranno oggi in procura a Trani. I due penalisti incontreranno i magistrati che coordinano l’indagine Rai-Agcom nella quale il capo del governo è indagato per concussione e minacce all’Ufficio dell’Autorità garante nelle comunicazioni per le pressioni esercitate per far chiudere Annozero di Michele Santoro. Non è escluso che i difensori depositino una memoria ai pubblici ministeri.
PM RUGGIERO, SEGRETO ISTRUTTORIO VALE PER TUTTI - L’indagine Rai-Agcom e’ coperta dal ”segreto investigativo che vale sia per gli indagati sia per gli ispettori”. Lo ha ribadito ai giornalisti uno dei quattro pm che coordinano le indagini nella quale e’ indagato per concussione e minacce ai danni dell’Agcom anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ruggiero aveva preannunciato la decisione di opporre il segreto istruttorio agli ispettori conversando con i cronisti prima di essere ascoltato, ieri sera, dagli 007 di via Arenula, assieme al procuratore Carlo Maria Capristo.
