Ignazio Panzica

“Il primo ministro d’Italia Silvio Berlusconi è stato denunciato alla Corte Europea di tutela dei Diritti Umani di Strasburgo, a seguito del controllo che egli esercita fuori dalla legalità sul sistema televisivo italiano, contrario agli standard democratici europei, una situazione inaccettabile per una democrazia” La notizia è stata diffusa mercoledì mattina da Washington con un secco comunicato redatto da Rachel Aicher , ufficio stampa della Fondazione “Open Society Institution” del multimiliardario liberal George Soros. La nota ha altresì specificato che l’iniziativa è stata assunta della sezione italiana dell’Associazione “Open Society Justice Iniziative”, una delle decine di filiazioni operative nel mondo, appunto, della Fondazione internazionale filantropica e per i diritti civili “Open Society Institution ” di George Soros. Il ricorso legale è stato predisposto e viene seguito dallo specializzato “Legal Officer” dell’Associazione per l’Europa, che ha sede in Olanda. 

 

Della notizia si è impossessata la Reuters, che oltre a ricostruirne i contenuti, ha pure intervistato James A. Goldston, Direttore esecutivo dell’Associazione che ha denunciato il Premier italiano. L’esposto depositato a Strasburgo trova il suo background nelle attività di monitoraggio condotte negli ultimi anni da diversi enti indipendenti internazionali sullo stato dell’informazione e del sistema televisivo in Italia. In particolare,sull’aggravarsi della concentrazione dell’informazione del sistema televisivo riconducibile ad una sola persona fisica , che è anche il capo del governo italiano. Una anomalia , si denuncia , a cui non pare estranea la vicenda di "Centro Europa 7 s.r.l.", la rete televisiva che, pur avendo vinto nel 1999 una concessione di frequenze nazionale articolate su tutto il territorio italiano, "per 10 anni si è vista negare l’accesso alle frequenze" per poter trasmettere su scala nazionale. "Questo caso – ha osservato James Goldstone – mette in luce il fallimento dei governi italiani nell’affrontare il doppio problema del controllo della concentrazione e del conflitto d’interessi nell’ambito del sistema televisivo".  

 

La situazione italiana, per Goldstone perciò : "è inaccettabile per una democrazia, e noi facciamo appello alla Corte Europea affinché sostenga il principio del pluralismo dei media. L’Italia ha il più alto tasso di concentrazione di proprietà delle televisioni in Europa e la mancanza di diversità ostacola il dibattito e limita l’accesso del pubblico all’informazione e all’analisi critica".  

Il Direttore internazionale della “Open Society Justice Iniziative”, ha poi ricordato come : “già nel 2004 sia il Consiglio d’Europa, che il Parlamento Europeo. condannarono il conflitto d’interessi di Berlusconi. Eppure, a distanza di sei anni, la situazione anomala persiste, mentre l’attuale governo Berlusconi è stato accusato ripetutamente di interferenze nelle scelte editoriali della Rai".

 

Goldstone si è preoccupato di puntualizzare che la "Justice Initiative" ha potuto presentato il ricorso alla Corte di Strasburgo "in qualità di parte terza indipendente, che opera nell’interesse pubblico". 

 

Va ricordato che la giovane sezione italiana dell’Associazione “Open Society Justice Iniziative”, è componente dell’UPR (Universal Periodic Review) il forum di una nuova procedura di monitoraggio internazionale affidata ad un cartello di ONG che ha per obiettivo la valutazione periodica di verifica ogni 4 anni dei progressi sullo standard democratico di ciascuno dei 192 paesi membri dell’ONU . L’UPR è promosso dalla “ECE Europe”, promanazione europea della ECOSOC (Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite ) con sede a Ginevra, che proprio il 9 febbraio scorso ha iniziato l’esame sulla situazione italiana, una istruttoria che dovrebbe durare almeno un altro paio di mesi, all’interno della quale l’Italia è rappresentata da dodici ONG.

 

Consiglio viene composto, ogni tre anni, da 54 paesi membri nominati dall’Assemblea generale, per impegnarsi quale organo consultivo e di coordinamento nell’attività economica e sociale delle Nazioni Unite con le varie organizzazioni (ufficiali UN o ONG) ad esse collegate. Tra i suoi compiti: programmare lo sviluppo economico e l’assistenza tecnica e finanziaria ai paesi meno sviluppati; ma anche  promuovere studi o relazioni su questioni economiche, sociali, culturali e sanitarie che attengano allo sviluppo degli standars democratici nel mondo. L’ECOSOC, a seguito di sue istruttorie conoscitive, può fare raccomandazioni formali all’Assemblea Generale di New York,  ed agli istituti specializzati interessati del sistema ONU, in forza al suo essere un organismo instituito ai sensi dell’art.62 capitolo Xmo dello Statuto delle Nazioni Unite.

 

Né l’Ufficio Stampa di Mediaset, né quello di Palazzo Chigi hanno ritenuto di voler commentare l’iniziativa legale contro Berlusconi della“Open Society Justice Iniziative”.