”In tutti questi anni ho creduto fermamente nella spinta innovatrice di Berlusconi e del Pdl. Oggi, di fronte allo stravolgimento delle condizioni politiche maturate dopo il voto del 2008, non posso che prendere atto del fallimento di questa prospettiva e del progetto che avevamo per l’Italia”. Cosi’ il deputato Alessio Bonciani, passato ieri dal Pdl all’Udc, spiega le ragioni del suo ‘cambio di casacca’ in una lettera al Corsera. L’ex esponente pidiellino chiede che ora si faccia un ”governo di grande coalizione”.
”C’e’ una parte sempre piu’ ampia della politica che ha la consapevolezza che sono necessarie ricette impopolari e che questa sfida non puo’ essere affrontata con un governo del 51%. E’ una questione immensa, che coinvolge anche identita’ e prospettive del Pdl”.
In una intervista al Corsera Pierferdinando Casini auspica un governo di larghe intese e invita il Pdl a ”non scavare trincee a difesa di un esistente che all’evidenza non e’ piu’ in grado di affrontare la situazione” se ”vuole essere un riferimento importante del Ppe”. Il leader dell’Udc spiega: ”C’e’ un aspetto positivo in questa ora drammatica: per tutti e’ giunto il momento della verita’. Si gioca a carte scoperte. Quando il capo dello Stato verifica che ‘ forze di opposizione considerano necessaria una nuova compagine di governo su basi piu’ ampie’, per me questo e’ il dato piu’ rilevante politicamente”. Per Casini oggi ”non ha senso di contendersi una nave che sta andando a sbattere contro gli scogli”; ”salvare l’Italia" e’ "il primo problema mio, di Alfano, di Bersani: ciascuno facendo un passo indietro se necessario, ma dando una disponibilita’ a salvare il paese”. Casini propone ”una grande operazione politica che faccia appello a personalita’ autorevoli e tecnicamente competenti. Qui non c’e’ commissariamento della politica; c’e’ il sublimare della politica per quello che dovrebbe essere, una cosa nobile che va oltre le sigle". Chi sara’ il premier? ”E’ competenza del Quirinale. Ci affidiamo a Napolitano a scatola chiusa”.
”Viene da chiedersi ma come si permettono. Ha suscitato una serie di reazioni, soprattutto sulla rete, una mia dichiarazione polemica rivolta ai parlamentari che cambiano partito in queste ore. I sepolcri imbiancati che stanno in Parlamento sono saltati per aria, si sono messi a rumoreggiare e hanno ordinato indignazione ipocrita alla ciurma che imperversa nelle gazzette perche’ non si deve dire, neppure per metafora, che chi tradisce meriterebbe di essere fucilato alla schiena”. E’ quanto scrive oggi Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra, sul suo blog. ”Capito: quelli che hanno intrapreso una vera e propria imboscata al governo, impegnato in questo tempo complicato in una vera e propria guerra finanziaria per un debito pubblico da 1900 miliardi che pesa sul groppone dell’Italia -avverte- si lamentano se si dice pane al pane e vino al vino a chi ne approfitta gettando la casacca con cui e’ entrato in Parlamento per indossarne un’altra al fine di rientrarci, magari con la manina di Cirino Pomicino…”.
”Ieri – prosegue Storace – ci sono stati un pugno di parlamentari che hanno mollato il loro partito per ammazzare il governo. Uno di questi, tale Bonciani, sconosciuto ai piu’, oggi ha la faccia tosta di scrivere una lettera al Corriere della Sera, nella quale conclude che lui va nell’Udc perche’ tanto sta nel Partito popolare europeo. E’ un scandalo vero e spero che si vada al voto. Punto e basta. A questo punto l’indignazione deve montare da questa parte del campo e giocarci il tutto per tutto. Se la diserzione diventa un modello per annullare il voto degli italiani, questo gioco deve finire. Chi punta a governi alternativi, deve avere il coraggio di fare i conti con gli italiani”.
