Stefania Brusca

"Non siamo la terra delle trivelle. Siamo la terra di Sciascia e di Pirandello, di Tomasi di Lampedusa e Renato Guttuso. Le royalties non valgono il prezzo della nostra identità, il cui valore vogliamo lasciare in eredità ai nostri figli". Lo scrive il sindaco di Scicli e presidente del Distretto culturale del SudEst Giovanni Venticinque in una lettera inviata al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi".

 

Apprendiamo da fonti di stampa che la Sicilia, e il Val di Noto in particolare, sono oggetto di appetiti da parte di grandi multinazionali statunitensi, interessate alle trivellazioni petrolifere in questo lembo di territorio isolano, che mantiene ancora una identità culturale precisa e inconfondibile". "Non è possibile – continua Venticinque – anche alla luce degli ultimi disastri ambientali, poter prevedere che il modello di sviluppo del territorio del Val di Noto, vocato al turismo culturale e ambientale, possa contemplare ulteriori trivellazioni petrolifere, pur essendo ritenuto da qualcuno un modello di sviluppo ancora attuale".

 

"Oggi il modello di sviluppo che questa area si è dato – continua il sindaco di Scicli – sta producendo ottimi risultati e grandi riconoscimenti da tutto il mondo e disperdere tale azione e tali grandi risultati sarebbe sicuramente un grande errore politico". "Lo Stato – conclude – ha il dovere di rispettare la volontà del territorio e l’obbligo di vigilare anche sulle autorizzazioni concesse a piattaforme petrolifere lungo le coste e sulla terra ferma".