Il gruppo del Pd all’Ars continua lungo la sua strada e a Sala d’Ercole, con il capogruppo Antonello Cracolici, ribadisce il suo appoggio al presidente della Regione Raffaele Lombardo lungo la strada delle riforme, almeno finché non sarà rinviato a giudizio. "Dobbiamo essere chiari – ha detto Cracolici – se dovesse arrivare un rinvio a giudizio per Lombardo, dovremmo separare il suo legittimo diritto a difendersi dall’interesse complessivo della Sicilia. In quel caso bisognerebbe separare le due strade, non potremmo rivivere lo stesso film vissuto con Cuffaro, non potremmo accettare di trascinare per la seconda volta la Sicilia in una vicenda giudiziaria". "Ho sentito il discorso di un politico che difende con orgoglio il suo operato e la sua onorabilità – ha aggiunto Cracolici -. Dobbiamo verificare se ci sono le condizioni perché si possano realmente realizzare le riforme auspicate. Ci batteremo perché la Sicilia cambi".
Cracolici ha difeso l’operato del gruppo del Pd all’Ars, soprattutto dalle critiche di alcuni compagni di partito. "Siamo stati accusati di essere traditori, collaborazionisti, è stato detto che la nostra politica fa rivoltare nelle tombe uomini che hanno onorato la nostra terra, come Pio La Torre e Pier Santi Mattarella, sono parole che ci feriscono, che offendono la nostra dignità. Mettiamo al primo posto gli interessi dei siciliani, senza ombre, perché sul terreno della legalità non esistono mediazioni e compromessi". Poi la mano tesa al presidente, con un avvertimento. "Abbia il coraggio di andare avanti per rompere collusioni e connivenze e troverà il Pd attento a valutare nel merito queste condizioni, guai però se si dovesse tornare ad una situazione di paralisi come durante i cinque anni del governo Cuffaro".
