Enzo Bonsangue

"Vorrei tranquillizzare tutti: gli ispettori stanno a Trani per svolgere il loro lavoro da magistrati,  perche’ tali sono. Non devono, non possono e non vogliono interferire  nell’inchiesta, l’inchiesta deve andare avanti". Lo ha affermato il  ministro della Giustizia Angelino Alfano, rispondendo a Bari a una  domanda dei giornalisti circa la presa di posizione dell’Associazione  nazionale magistrati di Bari che aveva avvertito sul pericolo di  intralcio a proposito dell’invio degli ispettori del ministero alla  Procura della Repubblica di Trani che indaga su presunte pressioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sull’Agcom. 

"Credo -ha aggiunto Alfano- che sia un servizio utile alla  giustizia se si accerta come delle talpe abbiano potuto far filtrare  delle notizie sui giornali. Il reato di rivelazione del segreto  d’ufficio e’ gia’ previsto e punito dal nostro codice penale ma  purtroppo non viene mai ad avere delle condanne. La casistica  giudiziaria -ha spiegato il ministro- non lascia traccia di grandi  ricordi di condanne per fuga di notizie, di arresti di talpe dentro  gli uffici che maneggiano materiale riservato. Le aspiranti talpe  devono sapere che i magistrati le combattono e che non e’ possibile  violare le regole di riservatezza del segreto istruttorio impunemente. Noi -ha concluso Alfano- intendiamo contribuire a questa garanzia di  risevatezza che ogni cittadino italiano merita".

Alfano ha visitato la Procura della Repubblica di Bari dove ha incontrato il procurtore capo Antonio Laudati e ha simbolicamente consegnato agli uffici giudiziari cinque auto di grossa cilindrata, sequestrate alla criminalita’ organizzata, in particolare  al clan Parisi di Bari, in occasione della mega operazione ‘Domino’.  

Una delle auto servira’ per la scorta al pm che si e’ occupata  di quella inchiesta, Elisabetta Pugliese, destinataria da alcune  settimane di un provvedimento di tutela.