Enzo Bonsangue

Il Pdl porterà in Parlamento un programma "senza inciucetti", incardinato sui "quattro" pilastri "giustizia, fisco, federalismo e Sud", per "vedere chi ci sta". Così, al Corriere della Sera, il ministro della Giustizia Angelino Alfano precisa il piano del premier Silvio Berlusconi, e afferma che sulla giustizia non ci saranno cambiamenti. "Prima di andare alle urne – spiega – abbiamo il dovere di riprovare a mettere insieme coloro i quali sono stati eletti dentro una casa comune e con un programma comune". Discorso valido soprattutto sulla giustizia. Il Guardasigilli è chiaro: su questo tema "il programma è stato già scritto", "è stato uno dei punti di conflitto" e per questo il ministro è convinto che "il percorso parlamentare servirà a far vedere chi vuol far finire la legislatura e chi invece vuol portare avanti il programma di governo". La "prova del fuoco" per la maggioranza saranno il processo breve e il federalismo. Giudizio senza sfumature anche su Futuro e Libertà: "Si è costruito un nuovo gruppo parlamentare che è fatto di eletti nel Pdl – osserva il ministro -, e sotto quel simbolo c’è scritto ‘Berlusconi presidente’. Quello è un vincolo, non c’era scritto ‘Pdl, sorteggeremo il presidente’". "In questi due anni – aggiunge – gli scartamenti di Fini sono stati numerosi", dal diritto di voto agli immigrati alla legalità, tema sul quale per il ministro "si rischia, se si esagera in retorica, di diventare dipietristi di risulta o giustizialisti di ritorno". No a timori nei confronti del "terzo polo": un partito non può nascere "da un’astensione". Nessuno sconto nemmeno per la sinistra: "E’ evidente segno di una grave patologia il fatto che di fronte a una difficoltà della maggioranza, invece di chiedere subito il giudizio del popolo, una oligarchia di ex ds si metta a tavolino a studiare come rovesciare il voto". "Il governo del ’95 – prosegue – è stato la pagina più ingloriosa del curriculum di Scalfaro, e D’Alema, dopo 12 anni, è ancora costretto a giustificarsi per il governo del ’98, nonostante fosse nato nella stessa coalizione che aveva eletto Prodi”.

 

PER BERLUSCONI UNA ESTATE DI LAVORO – Intanto, il premier Berlusconi è in partenza per Arcore. "Vado in vacanza qualche giorno ad Arcore". Berlusconi lo aveva annunciato da tempo ed oggi lo ha riconfermato: il mese di agosto lo vedrà per lo più impegnato al lavoro. L’intenzione del Cavaliere infatti sembra quella di passare il mese di agosto facendo la spola tra Milano e Roma. Certo, non si esclude che alla fine il premier non possa fare qualche ‘puntata’ il Sardegna, a villa Certosa. Una possibilità che al momento non pare essere presa in considerazione. Ancora da confermare poi la presenza del presidente del Consiglio in Sicilia il giorno di Ferragosto. Il presidente del Consiglio sta lavorando alla messa a punto di un documento su alcuni punti del programma di governo che dovrebbe presentare agli alleati. I punti cardinali del documento, che il premier definirà entro il mese insieme ai tecnici del partito, si conferma in ambienti del Pdl, saranno i temi della giustizia, del fisco, del federalismo e del Mezzogiorno. Su questo documento si potrebbe aprire un dibattito all’interno della maggioranza, dopo la pausa estiva, dal quale il premier potrà tirare le somme sulla tenuta del centrodestra

 

LEGA,NESSUN ESECUTIVO FRANKENSTEIN,MEGLIO VOTO – Fini? Lo vedrò presto. Governo tecnico? Come un Frankenstein. Il Federalismo? Scelta obbligata. Ormai lo riconoscono tutti".Parla a tutto campo Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione Normativa, in un colloquio con ‘La Padania’ sulla base del quale viene costruito il titolo di apertura: ‘Nessun governo Frankenstein, meglio prepararsi al voto’. Il ministro ribadisce anche un appello al buon senso rivolto in particolare ai finiani di Futuro e libertà, scrive il quotidiano del Carroccio.

 

SPUNTA IPOTESI COORDINAMENTO GRUPPI PER FLI-UDC-API – L’ipotesi di una sorta di coordinamento tra i gruppi di Fli, Udc e gli esponenti dell’Api potrebbe essere valutata alla ripresa dell’attivita’ parlamentare dopo la pausa estiva. Questa ipotesi, si ragiona in ambienti parlamentari, potrebbe tradursi in un ‘patto di consultazione’ tra i gruppi dei finiani e quelli di Casini e i rappresentanti di Alleanza per l’Italia per fare il punto sui principali provvedimenti all’esame di Camera e Senato ed eventualmente trovare anche degli spunti su emendamenti o modifiche su cui convergere.

 

STORACE, VERSO ALLEANZA PDL-DESTRA, STAVOLTA FINI NON C’E'- ‘Domenica scorsa ho riunito l’esecutivo de La Destra, c’e’ grande disponibilita’ reciproca per un’alleanza con il Pdl. Nel 2008 la impedi’ Fini, ma mi pare che non sia piu’ nelle condizioni di porre veti”. Francesco Storace, leader de La Destra, lasciando Palazzo Grazioli al termine di un incontro con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, rilancia l’alleanza politica tra la sua formazione e il Pdl. Conversando con i cronisti, Storace sottolinea come una convergenza tra le due formazioni vi sia stata nel corso delle ultime regionali e, di conseguenza, non esclude che possa esserci in vista di eventuali future elezioni politiche. Quanto all’incontro con Berlusconi il leader de La Destra ha riferito solo di aver trovato il premier in buona forma e che anzi lo ha ripreso per aver messo su qualche chilo di troppo. I due, infatti, alcuni mesi fa iniziarono una dieta dimagrante nello stesso periodo.