Magistratura in agitazione in tutta Italia dopo l’ultimo affondo del presidente del Consiglio. "Non e’ esclusa nessuna forma di protesta”, annuncia il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara. Si va verso uno sciopero della categoria, mentre nel mondo politico si riapre il dibattito sulla riforma della giustizia. Fanno discutere le contromosse allo studio nella maggioranza per salvaguardare la posizione del presidente del Consiglio, dopo la bocciatura del lodo Alfano da parte della Corte costituzionale. In particolare, l’opposizione si scatena sull’ipotesi di un ‘lodo Ghedini’, che comporterebbe il trasferimento di tutti i processi delle cariche istituzionali al tribunale di Roma.
Un’ipotesi alla quale Paolo Bonaiuti non da’ alcun credito: ”Siamo a livello delle chiacchiere di ‘Repubblica’, non c’e’ nulla di concreto”. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio assicura che Silvio Berlusconi e’ ”pronto ad affrontare i processi che lo vedranno impegnato, anche se questo gli portera’ via del tempo dall’attivita’ di governo”. Pier Luigi Bersani bolla le ultime esternazioni del Cavaliere a ‘Ballaro” come ”picconate al quadro della nostra convivenza, alla casa comune garantita dalla Costituzione che pretende rispetto dei ruoli reciproci. Se picconiamo i muri portanti della casa comune, provochiamo guai seri”, avverte il neo segretario del Pd.
E sul ‘lodo Ghedini’, Anna Finocchiaro incalza: ”Il Pdl chiarisca con urgenza le sue vere intenzioni”. "Noi – dice Antonio Di Pietro – ci battiamo per avere processi piu’ celeri e non prescrizioni piu’ brevi”. Il leader dell’Idv ribadisce il suo no al tavolo per la riforma della giustizia proposto dalla maggioranza. Intanto Ignazio La Russa ‘sfida’ Bersani a dare un segno di discontinuita’ e rilancia il lodo Alfano ”da approvare per via costituzionale”. Questo, sottolinea il coordinatore del Pdl, puo’ essere ”il banco di prova” per il nuovo leader del Pd". La replica arriva a stretto giro: ”La Consulta ha chiesto il rispetto della parita’ di tutti i cittadini di fronte alla legge. A questo principio noi siamo affezionati", rimarca Bersani.
Palamara boccia anche l’ipotesi di lodo Ghedini. "Bisogna vedere il testo scritto ma non e’ di questo che la giustizia ha bisogno, la giustizia ha bisogno di tutt’altro, ha bisogno di riforme che vadano nell’interesse dei cittadini. Questa proposta -avverte il numero uno dell’Anm- non serve a far funzionare i processi, non serve a migliorare la giustizia". Giuseppe Cascini, segretario dell’Anm, definisce l’accusa di faziosita’ lanciata dal premier ”tra le piu’ gravi e infamanti che si possano rivolgere a un giudice. Continueremo a protestare contro questo degrado della vita pubblica, ma e’ certo che se si va avanti cosi’ sara’ inevitabile giungere anche allo sciopero".
”La situazione -aggiunge- e’ ben oltre il limite di guardia. Non c’e’ decisione giudiziaria sgradita ai desiderata di Berlusconi cui non seguano aggressioni e insulti nei confronti del magistrato. Questo non succede in alcun Paese al mondo”, dice, mettendo il risalto che le accuse ”minano alla radice la credibilita’ del sistema giudiziario e sono un danno gravissimo per il Paese e le sue istituzioni. Qualunque mafioso si sente oggi piu’ libero di insultare i suoi giudici, di intimidirli, di minacciarli, di urlare al complotto”.
Cascini lamenta, inoltre, che ”i continui interventi legislativi finalizzati a interferire su procedure giudiziarie in corso hanno trasformato il processo penale in un mostro ingestibile. Come se non bastasse, all’ipergarantismo selettivo di queste leggi si contrappongono misure fortemente repressive nei confronti della devianza marginale, con il risultato che le galere sono piene di poveri diavoli, mentre i processi per reati gravissimi si concludono o con l’indulto o con la prescrizione”.
