"Espellere dal Pdl i condannati per reati di mafia". Lo chiede Mauro La Mantia, presidente regionale di Giovane Italia, movimento giovanile del Popolo della Libertà, dopo la sentenza in appello per il senatore Marcello Dell’Utri a cui sono stati inflitti sette anni di carcere per concorso in associazione mafiosa. "Oggi più che mai sentiamo l’esigenza di avviare una profonda riflessione all’interno del partito – afferma – dopo questa condanna che, seppur ridotta e non definitiva, rimane gravissima soprattutto per un uomo impegnato in politica". "Non ci uniremo al solito coro di solidarietà già tristemente visto negli anni scorsi – osserva – per i politici condannati. Il nostro movimento giovanile non può rimanere in silenzio davanti a fatti che minano la credibilità di un intero partito. Noi continuiamo a seguire l’insegnamento di Paolo Borsellino sulla lotta ad ogni infiltrazione mafiosa nei partiti e nelle istituzioni". Per La Mantia "il Popolo della Libertà deve accogliere la proposta del ministro Giorgia Meloni sulla introduzione nello statuto del Pdl di una norma che preveda il no alla ricandidatura vita natural durante e l’espulsione per chi è stato condannato in via definitiva per corruzione e mafia".
"Vittorio Mangano rimane comunque un mafioso, un uomo condannato per mafia. I giovani siciliani del Pdl dicono che il loro eroe è Paolo Borsellino e in questo vogliamo marcare una differenza", continua La Mantia. "Noi vorremmo sentire da Marcello Dell’Utri che il suo eroe é Paolo Borsellino – aggiunge – Se vuole dimostrare la sua innocenza, e avere per questo un altro grado di giudizio, deve richiamarsi a questi valori, non a Mangano o altre persone del genere".
“E’ per lo meno inquietante questa comunanza di vedute tra i giovani del Pdl in Sicilia e gli esponenti dell’Idv sulla figura del senatore Dell’Utri. Ci rifiutiamo di credere che il peggior giustizialismo populista affascina ed è condiviso dai militanti del movimento giovanile siciliano del Popolo della Libertà”. Lo afferma Eusebio D’Alì, assessore alla cultura della Provincia di Palermo sottolineando come “se la futura classe dirigente politica del Pdl rinuncia ai valori del garantismo e della solidarietà umana, capisaldi della cultura sociale e politica dell’Europa popolare e cristiana, significa -conclude il giovane assessore provinciale vicino alle posizioni del sottosegretario Miccichè – far fare al Pdl un salto indietro di alcuni secoli”.
“Siamo letteralmente allibiti per l’uscita quanto meno impropria dei sedicenti giovani del Pdl Siciliano. Non sappiamo quanto in questi ragazzi ci sia di ‘ortodosso’ o ‘lealista’, né vogliamo saperlo; siamo però certi che in loro c’è poco o niente della nostra vera identità. Noi che di quel Pdl rappresentiamo la parte evidentemente liberale e garantista, quindi più fedele alla matrice culturale del partito stesso, ne prendiamo nettamente le distanze”. Lo afferma Costanza Castello, coordinatrice dei club giovanili del Pdl-Sicilia replicando a Mauro La Mantia, presidente regionale di Giovane Italia, movimento giovanile del Popolo della Libertà. “Ribadiamo – dice Castello – la piena solidarietà al senatore Marcello Dell’Utri, un uomo che ha contribuito più degli altri all’edificazione del più grande partito della seconda repubblica e per questo sta pagando lo scotto della gogna giudiziaria. Non vengano, questi arrogantelli cercatori di gloria, votati al protagonismo – conclude la coordinatrice dei club giovanili che si riconoscono nelle posizioni del Sottosegretario Miccichè -, a farci lezioni di etica politica, ma imparino cos’è il valore del garantismo e dello spirito solidale, ma soprattutto imparino a tacere”.
"Questi giovani del Pdl, che non sono del Pdl secondo me, in ogni caso non hanno capito e io continuo a spiegare la stessa cosa da troppo tempo e non mi stancherò mai di dire che Mangano era il mio eroe, perché si é comportato eroicamente con me". Lo ha detto al Tg2 il senatore Marcello Dell’Utri, condannato oggi in appello a 7 anni di carcere per concorso in associazione mafiosa, commentando l’intervento di alcuni giovani del Pdl che hanno dichiarato che il vero eroe è Borsellino e hanno chiesto di espellere dal partito i condannati per reati di mafia. "Che gli eroi siano Borsellino, Falcone, Pietro Micca e non so chi altro, non c’é dubbio, c’é bisogno che lo diciamo?" ha affermato Dell’Utri.
