Enzo Bonsangue

Dopo la decisione del Pdl, annunciata dal coordinatore nazionale Ignazio La Russa, di convocare i parlamentari di Fli per valutare le incompatibilità con incarichi di partito, i finiani tornano a puntare i piedi e avvertono che la ripresa del dialogo è sempre più a rischio. Da qui l’invito-monito a Silvio Berlusconi di ”risolvere il rebus in tempi rapidi e spiegare come stanno davvero le cose”, perché il problema è capire se Fini sia compatibile o meno con il Pdl senza andare ad analizzare i singoli casi. Una logica, quest’ultima, che punterebbe a ”scindere Fini dai finiani”.



 

Dice all’ADNKRONOS Italo Bocchino, capogruppo alla Camera di Futuro e libertà: ”Ora la palla è in mano a Berlusconi, è lui che deve decidere il da farsi. Il punto non è la compatibilità dei singoli parlamentari o meno ma se persiste l’incompatibilità di Fini con il Pdl dopo che il presidente della Camera ha cofondato questo partito e ha guidato e scelto tutte le liste dei candidati insieme allo stesso Berlusconi”.

 

 

Bocchino è categorico: ”Se Fini è incompatibile con il Pdl, lo sono anche io, è inutile andare a valutare i singoli casi, non avrebbe senso. La logica di analizzare il singolo tende a scindere Fini dai finiani, cosa per noi inaccettabile”. Commenta con una battuta al vetriolo Carmelo Briguglio, uno degli uomini più vicini al presidente della Camera e tra i promotori di ‘Generazione Italia’ insieme al presidente Bocchino: ”Quello di La Russa è un meraviglioso e inaspettato sostegno all’auspicata logica del ritorno al dialogo…”.

 

 

Intervenendo sulla questione il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto sottolinea: "Francamente va detto agli amici fianini che i loro interrogativi vanno rovesciati. Infatti, nella storia politica del Paese, non è mai esistito un partito con due gruppi parlamentari. Se si vuole che, in attesa di un chiarimento globale, venga per tutta una fase in un certo senso sospeso lo statuto, la risposta non può non essere affidata alla politica".

 

 

Secondo il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, oggi ospite al Meeting di Rimini "nei confronti dei parlamentari che stanno in Futuro e Libertà il messaggio è chiaro: se c’è la volontà di continuare a sostenere il Governo sulla base del programma, c’è la volontà di trovare un equilibrio".

 

 

"Credo che in questo senso le scelte politiche debbano essere precedenti e molto più importanti delle scelte di carattere disciplinare e burocratico in termini di partito. Dunque prima – aggiunge – bisogna verifcare se c’è questa convergenza politica intorno al programma votato da elettori. La nostra strada maestra è non tradire il mandato con gli elettori".

 

 

 

Oggi Ignazio La Russa in un’intervista al ‘Giornale’ chiarisce la posizione del partito rispetto ai finiani che hanno mantenuto incarichi locali nel Pdl. "La decisione è molto più morbida rispetto alle richieste pressanti della base che ci chiedeva di espellere tutti i signori che tengono i piedi in due scarpe. Insomma, una scelta soft", sottolinea il ministro spiegando che "il caso è molto semplice…"

 

 

"In un partito, il ruolo di coordinatore, ai vari livelli territoriali, è fiduciario e se uno aderisce a un’altra formazione la fiducia viene meno – dice La Russa – Quindi sceglieremo altri coordinatori nei territori dove i coordinatori attuali sono aderenti ai gruppi finiani. Semplice?". Sull’eventuale espulsione, il coordinatore del Pdl spiega: "Volutamente abbiamo scelto di non occuparcene. La nostra è una decisione politica, quelle disciplinari spettano ai probiviri".