Salvatore Parlagreco

Le intercettazioni sono un attacco alle libertà. Secchiate di fango che giungono sulla testa di persone e poi finiscono nel nulla. L’Italia è uno Stato di polizia, siamo tutti sottoposti a controlli con i nostri telefoni.

E’ un sistema barbaro. Tutto ciò che diciamo a telefono arriva ai giornali. Noi che amiamo la libertà faremo di tutto per contrastare questa sinistra illiberale. Più netto di così il Premier non avrebbe potuto essere. Ha accennato anche allo “stato di polizia tributaria”, con il pensiero forse rivolto alla nuova grande inchiesta giudiziaria che vede i vertici della telefonia italiana coinvolti in operazioni di riciclaggio ed evasione fiscale.

Silvio Berlusconi si schiera dall’altra parte. Dalla parte di coloro che subiscono le inchieste della magistratura, praticamente su tutta la linea. Non solo Bertolaso, dunque, ma tutti indistintamente sarebbero vittime del sistema barbaro, naturalmente sostenuto dalla sinistra italiana. Il Premier non arretra di un passo.

La corruzione dilagante denunciata dalla Corte dei Conti non lo sfiora, le inchieste sugli appalti e sul riciclaggio che hanno coinvolto i più alti funzionari della protezione civile e della pubblica amministrazione e dell’industria delle telecomunicazioni non lo impensieriscono, i processi che lo vedono imputato non lo preoccupano, l’allargarsi a macchia d’olio degli scandali non lo inibiscono. Anzi, punta il dito contro lo stato di cui è il Presidente del Consiglio, ponendosi di fatto contro ogni livello giurisdizionale, dalla Corte costituzionale agli inquirenti “tributari”, senza esclusione alcuna. Non si sente, tuttavia, assediato né ostaggio di qualcuno o qualcosa.

Per fare fronte alle secchiate di fango ed alla illiberalità annuncia la nascita di un nuovo organismo nel Pdl: dovrebbe raccogliere nelle sue fila i promotori delle libertà e sarà affidato a Michela Brambilla, neo promossa Ministro del Turismo.

I promotori della libertà, oscritti al Pdl, faranno riferimento solo a lui e scenderanno in campo per difendere i suoi diritti, interessi e libertà. Ronde politiche interne al Pdl? Una inedita guardia nazionale con compiti politici? Una cintura sanitaria contro le invasioni barbariche? O semplicemente una novità tutta interna al Pdl, sul quale si sono dette e scritte molte cose per i contrasti in periferia e al vertice?

Berlusconi nega i contrasti, frutto di fantasia, ma costruisce la sua linea Maginot. Un movimento interno al partito movimento, come una matrioska, e non – come s’era annunciato – una fondazione con i dirigenti più fidati. I promotori della libertà dovranno rispondere direttamente al Premier, ma non sono previsti, a quanto pare, dallo statuto del Partito. Non pare nemmeno che alcun organismo interno abbia discusso di questo organismo e manifestato alcuna opinione. Ancora una volta, dunque, Berlusconi spiazza tutti.

E’ un nuovo “predellino” ad uso interno. Chi rappresenta lo Stato ed il suo governo non dovrebbe rispettare le leggi vigente manifestare fiducia verso coloro che lo difendono, di fato, dalle incursioni dei malandrini, anche con le intercettazioni?

Raggelante, non c’è che dire. Il Premier indossa i pani di un Caudillo “nudo”: lo Stato che dovrebbe guidare gli è nemico, è uno Stato di Polizia, illiberale e infido, e lo costringe a difendersi con i suoi manipoli guidati dalla Ministra dai capelli rossi. Beh, meno male che lo scenario è da Paese dei campanelli, altrimenti ci sarebbe da rabbrividire a sentire questi discorsi.